Avrebbe dovuto donare una sola opera a Figueres, la sua città natale e invece regalò un intero museo. Sono passati più di cinquant’anni da quando il pittore e disegnatore Salvador Dalí, su richiesta del primo cittadino Ramon Guardiola, decise di omaggiare la Catalogna con una nuova struttura, lì dove sorgeva l’antico Teatro Municipale, fortemente danneggiato dai bombardamenti della guerra civile spagnola, nel periodo in cui l’artista era ancora un bambino. Nacque così il Teatro-Museo di Salvador Dalì.

Fu il momento della svolta nella vita di Dalí. Tornato in patria dopo un lungo periodo passato in giro per l’Europa, alla conoscenza di altre culture e della vita in capitali come Parigi e Madrid, nel 1960 iniziò a lavorare per il Teatro-Museo, proprio a Figueres. Un grande progetto che richiese forse il massimo dall’espressione artistica e dalle sue energie, tant’è che i lavori terminarono 14 anni dopo, nel 1974. Anche se altre aggiunte furono studiate successivamente, fino a metà degli anni ’80. Il Museo di Salvador Dalì divenne un enorme omaggio al personaggio più famoso della città.

Genio e follia nel Museo di Salvador Dalí.

Ad oggi racchiude una serie di sculture e opere meccaniche, oltre a una galleria dedicata ai lavori di Antoni Pitxot, suo amico e compagno, il quale dopo la morte di Dalí divenne il direttore del museo. Quello del pittore spagnolo era un “sogno teatrale”, così come lui stesso lo definì. L’idea del museo partiva dalla sua necessità di intenderlo come “un blocco unico, un labirinto, un grande oggetto surrealista”. Il pensiero era rivolto ai visitatori, affinché potessero godere delle opere e uscire dal Teatro-Museo quasi destati da un sogno bellissimo.

Un sogno che diventa realtà, è il caso di dire. Anche i non amanti dei musei rimarranno estasiati dal genio di Salvador Dalí, ancor prima di entrare nella struttura di Figueres. Già dall’esterno si può notare, in ogni singolo dettaglio, tutta la stravaganza di uno degli artisti più famosi del ‘900. Un esempio su tutti, la torretta rosa sovrastata da uova giganti. All’interno, invece, il caos. Le 22 stanze sono state allestite senza alcun criterio di sorta, proprio con l’idea di far sentire spaesato il visitatore.

Il Museo di Salvador Dalì è un monumento, forse l’unica testimonianza dell’artista catalano che celebra il Surrealismo e la sua vita da creativo. È il secondo più visitato in tutta la Spagna dopo il Prado a Madrid. Dalí dedicò al museo gli ultimi quindici anni della sua vita, prima di essere seppellito proprio all’interno dello stesso, a pochi isolati da casa sua, nel 1989.

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