In occasione dell’ARCOlisboa, il museo MAAT della capitale portoghese ha aperto 3 nuovi padiglioni, tra cui uno dedicato allo urban garden dell’artista cubano Carlos Garaicoa: “Non sono mai stato un surrealista fino a oggi“, che occupa la galleria ovale del kunsthalle.

L’artista si era dedicato già in precedenza a questioni politiche e sociali, esplorando tali tematiche attraverso modelli architettonici, sempre all’interno del contesto dello urban garden. Dunque questa prosecuzione del suo lavoro utilizza una serie di lampioni che illuminano e offuscano, per creare l’illusione di un organismo vivente all’interno dello spazio allestito.

Il progetto esplora la relazione esistente tra l’individuo e la città, tra architettura e urbanistica, e la linea sottile che separa la realtà dalla finzione.

Carlos Garaicoa, in una recente intervista rilasciata al magazine Designboom, ha svelato alcuni dettagli sul progetto:

Come ha preso vita il progetto inizialmente?

Quest’opera è nata come modello in scala alto circa tre metri, utilizzando materiali e piccoli oggetti di uso comune come lampade, alberi e altre cose che ho trovato in negozi di modellistica. Quando sono stato invitato a operare presso il museo MAAT di Lisbona ho realizzato che la forma della galleria era davvero molto particolare. Tenendo questo a mente, ho deciso di non proseguire in modo razionale, ma di portare avanti l’idea di un paesaggio aggredito dal tocco dell’uomo.
Volevo creare un corpo che respirasse. Ho tentato di mantenere il ritmo del respiro facendo accendere e spegnere le luci. Volevo che l’architettura risultasse viva. Credo che, più che quello che crei, sia importante come dirigi e accompagni lo sguardo dell’osservatore.

Quanto c’è dell’Havana (città natale dell’artista) nell’ispirazione di questo lavoro?

L’Havana è una città sconfinata e ricca di complessità, ma ha svariati tratti che la contraddistinguono e questa è una cosa che ho sfruttato molto. Il linguaggio del potere, dell’estetica e della politica. Ho iniziato a realizzare una serie di interventi a l’Havana durante gli anni ’90 e questo mi ha fatto capire che si trattava di una città con del grande materiale. Se guardate ai miei lavori potrete trovare scritti, fotografie e installazioni derivanti da ciò che ho trovato per le strade e che sono il frutto di un gigantesco lavoro di ricerca. Direi che l’80% del mio lavoro è di tipo documentario, una documentazione della realtà che tenta di mettere in circolo le informazioni.

Tematiche dello Urban Garden del MAAT Lisbona

Ritengo che il Surrealismo sia stato un movimento di avanguardia politica realmente importante, che ha toccato l’arte contemporanea in modo particolare. Il modo di essere radicali del surrealisti, la loro maniera di utilizzare il linguaggio, il modo in cui provocavano e attaccavano il sistema: volevo accogliere queste idee e sentimenti e dare forma alla mia idea di surrealismo, questa massa caotica e informe, creando una piccola crepa nella realtà.
Se come artista ho un ruolo nella società, credo che questo sia di cercare di trovarmi nel mezzo di essa, come una persona che utilizza il linguaggio e il potere di plasmarlo, di tradurlo in cose reali.

“Non sono mai stato un surrealista fino a oggi” sarà in mostra al Museo MAAT (Museum of Art Architecture & Technology) di Lisbona fino al 19 settembre 2017.

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