Dalla formazione targata IDI alla nascita di Name Studio
Fra i talenti sfornati da Italian Design Institute spicca il nome di un giovane designer la cui storia ha inizio nella provincia di Napoli, precisamente a Monte di Procida. Il suo nome è Luigi Capuano e in questo paesino di soli 12.600 abitanti, nel 2018, ha fondato Name Studio.
Progettazione architettonica e design d’interni sono le parole chiave attorno a cui ruota l’ambizioso progetto del designer campano. Distintosi fra gli studenti del Master in Interior Design di IDI, Luigi ha avuto l’opportunità di accrescere le competenze settoriali per metterle, poi, in pratica all’interno del suo studio. Qui, con l’obiettivo di rendere il cliente protagonista, si progettano spazi ed oggetti di design che puntano alla personalizzazione e all’originalità.
Così, con numerosi lavori in cantiere, Name Studio si propone d’essere un esempio di creatività ed
eccellenza Made in Italy.
L’intervista
Quando e come nasce l’idea di Name Studio?
Ci tengo particolarmente a spigare cosa è per me e per i miei soci Name Studio. Per noi non è un semplice studio di architettura e design, bensì un nuovo modo di approccio lavorativo tra clienti e progettisti, dove i nostri clienti sono parte integrante del progetto, per noi è importante lasciare il messaggio che sono persone e non numeri da inserire per raggiungere un traguardo.
Come mai hai scelto di chiamarlo così?
Ecco, il nome “Name” nasce proprio dalla volontà di inserire i clienti al centro del progetto, e quale nome più adatto se non Name che in italiano si traduce in nome, per identificare i nostri clienti e renderli parte viva del progetto.
Qual è il progetto realizzato con Name Studio che ti ha dato maggiore soddisfazione e perché?
Non ne abbiamo uno in particolare, per noi sono tutti importanti ma se proprio devo dirne uno allora vi parlo dell’ultimo appena consegnato, si tratta di un Bed&Breackfast sito nella località di Baia frazione del comune di Bacoli (NA). Un progetto molto particolare vista la vicinanza con la famosa Baia sommersa e altri luoghi che caratterizzano i nostri campi Flegrei, ad esempio l’Antro della Sibilla o la Piscina Mirabilis, terra di miti, arte e storia. L’ obiettivo era unire arredi in chiave moderna rispettando la storia che la circonda, facendo dei richiami nelle forme e nei materiali presenti sul nostro territorio. In questa occasione abbiamo avuto modo di collaborare con un’impresa a noi molto vicina chiamata ArtLab la quale ci ha supportato nel processo di valorizzazioni ed esecuzione del progetto, e noi ne siamo tanto grati con l’augurio di nuove collaborazioni. Infine è importante capire che ogni percorso lascia qualcosa, che sia positivo o negativo, è motivo di crescita.
Quanto la partecipazione al master IDI ti ha aiutato nella gestione del tuo studio e in che modo è
cambiato il tuo modo di lavorare?
La partecipazione al Master è stata per me la ciliegina sulla torta di un percorso iniziato già un paio di anni prima della partecipazione del master stesso. Ho avuto modo di interfacciarmi con grandi maestri
dell’architettura Italiana e non, professionisti di calibro internazionale e per me è un grande onore, sarò
sempre grado ad IDI per questo.
Quali progetti hai realizzato dopo aver frequentato il corso e in che modo in essi hai applicato le
competenze acquisite?
Ce ne sono tanti ed ognuno ha lasciato qualcosa di importante per la crescita nostra e di Name, le competenze acquisite al Master ad oggi sono la base per ogni singolo progetto, soprattutto per la parte di interior design.
Quanto ritieni sia importante la formazione settoriale per chi come te sceglie di fondare una propria
realtà?
La formazione è importantissima nel nostro lavoro, come anche negli altri, la cosa importante però è non
porre mai limite a nulla: è fondamentale migliorare e migliorarsi costantemente, sentirsi sempre come il
primo giorno di scuola ma avere anche molto rispetto di sé stessi e fare rete con colleghi e collaboratori per la crescita dello studio.
Quanto della tua personalità confluisce nei tuoi progetti?
La mia personalità confluisce in minima parte nei progetti per scelta, non amo fare progetti da “copia e
incolla” e poiché la mia impronta personale è ben definita ma come detto è mia, cerco di utilizzarla in minima parte nella fase progettuale. Non bisogna mai perdere l’obbiettivo, la nostra figura non è prendere tutte le nostre idee e conoscenze e metterle in un ambiente e creare ambienti da rivista e finisce li. Per me la nostra figura ha un valore molto più profondo, noi abbiamo l’onore e l’onere di creare ambienti per famiglie che dovranno viverci una parte della loro vita, con gioie e dolori ed è fondamentale capire chi abbiamo davanti poiché noi siamo di passaggio in questo percorso e il nostro compito è solo prenderli per mano e accompagnarli nelle scelte giuste.
Name Studio si occupa sia di progetti residenziali che commerciali: in cosa differisce il tuo approccio
a ciascuna delle due tipologie?
Si, ci occupiamo di tutto a 360° e per ogni settore bisogna avere il giusto approccio, anche quando ci
interfacciamo con le maestranze, parte solida e importantissima dei nostri progetti; senza di loro tutto quello che pensiamo e disegniamo non avrebbe senso.
Quali sono le caratteristiche essenziali che contraddistinguono i tuoi lavori?
Sicurezza, professionalità, serenità.
C’è un settore che non hai ancora sperimentato e per il quale ti piacerebbe realizzare progetti?
Da poco ci stiamo cimentando nel product design con progettazione, sviluppo e realizzazione di oggettistica, è un settore nuovo per noi ma, al tempo stesso, molto stimolante.

