Una corretta organizzazione degli spazi espositivi di un punto vendita consente di incrementare le vendite. Ci sono delle regole di base del Visual Merchandising che, quindi, è opportuno seguire al fine di rendere più competitivo il negozio, ottimizzando gli spazi e garantendosi una buona redditività.

Una di queste regole di base è la verticalità: questa direzione , infatti, esercita un’attrazione maggiore rispetto a quella orizzontale e consente un impatto più incisivo della merce esposta. Questa regola è più efficace se applicata con il colore e può essere adottata con qualsiasi tipologia di prodotto e in qualsiasi settore. Nell’esposizione a parete vige un principio fondamentale: il prodotto posizionato sotto i 20/30 cm non viene valorizzato, sopra i 190 cm non è raggiungibile, mentre lo spazio tra gli 80 ed i 160 cm (tra mani e occhi) è considerato redditizio.

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L’interruzione di sequenza è un’altra delle regole di base del Visual Merchandising. Con essa ci si riferisce a quel momento strategico in cui viene rotto il ritmo espositivo, la ripetizione e l’attenzione viene davvero “catturata” aumentando il desiderio di acquisto. Il gioco creato dall’alternanza di ripetizione ed interruzione avvalora l’assortimento e aumenta la vendibilità dei prodotti. Le interruzioni vengono fatte con immagini, busti e cambiamenti delle modalità espositive ripetute.

Un buon Visual Merchandiser deve avere una perfetta conoscenza delle geometrie. La conoscenza innata della mente umana dei fondamenti della geometria permette alle esposizioni che sfruttano questi schemi di rendere più facilmente riconoscibili e memorizzabili i prodotti dai clienti. Nel Visual Merchandising ci sono tre schemi geometrici fondamentali: piramidale, diagonale e romboidale.

Lo schema piramidale è il più efficace, attira l’attenzione verso il vertice, abbraccia l’intera esposizione e la rende più forte ed incisiva.
Lo schema diagonale è ottenuto posizionando tre elementi a tre altezze diverse, generalmente da sinistra verso destra. Collocando tre busti o tre manichini, ad esempio, si può condurre l’attenzione verso la parete di fondo dove sono esposti altri articoli della stessa categoria merceologica. In questa maniera viene anche rafforzato il concetto di assortimento.
Lo schema romboidale, infine, nonostante sia il meno usato, perché più difficile da realizzare, si ottiene tramite un gioco di intersecazione delle figure, disponendo in maniera adeguata i prodotti, diversificandoli per colore e piegatura, seguendo sempre il riferimento romboidale.

Altra regola importante è la simmetria, ovvero il bilanciamento tra le parti che compongono l’esposizione, ottenuta tramite l’uso speculare di colori, forme e volumi. Nelle esposizioni simmetriche i prodotti esterni devono essere uguali.
Nel settore della moda esistono delle simmetrie specifiche quali quella ad “imbuto”, dove i capi più lunghi sono situati al centro dell’esposizione, “a canna d’organo”, quando i capi più lunghi sono esposti alle due estremità, e “a mezza canna d’organo”, quando l’esposizione inizia con i capi corti e termina con quelli lunghi al lato opposto.

Tra le regole di base del Visual Merchandising troviamo anche la compattezza. Un prodotto esposto in maniera compatta attrae maggiormente e comunica maggiore assortimento. Un principio valido prevalentemente per determinati prodotti come jeans e magliette. Discorso valido anche per bar e pasticcerie: un cliente che vede un vassoio mezzo vuoto inconsciamente pensa che i prodotti ancora presenti siano rimanenze del giorno prima. Un vassoio pieno vende maggiormente di un vassoio vuoto.

Queste sono solo alcune delle regole di base del Visual Merchandising che, se correttamente applicate, consentono ad un negozio di aumentare le possibilità di vendita dei prodotti.

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