È considerato il più grande paesaggista italiano del ‘900. Pietro Porcinai ha una lunga carriera nel garden design, che ha visto la realizzazione di sistemazioni paesaggistiche di enorme valore, in ambito urbano, industriale e turistico, per oltre 1100 progetti realizzati in Italia e nel mondo.

Pietro Porcinai: una famiglia dal cuore “green”

Fiorentino di nascita, Porcinai (vedi il suo sito, cliccando qui) apprende la passione e l’amore per la natura un po’ dal contesto in cui si trova a crescere, le colline fiorentine, ma soprattutto grazie a suo padre Martino, che lavora in quegli anni come capo-giardiniere.
L’ambiente familiare in cui Porcinai vive è fortemente stimolante, arricchito e popolato da artisti, intellettuali anglofoni, che accompagnano presto Porcinai alla scoperta dell’arte del garden design, proprio in un momento storico, quello dei primi del Novecento, in cui stava cambiando la concezione stessa dell’idea di giardino italiano, con una riaffermazione, dopo la moda del parco inglese, del giardino rinascimentale e barocco.

La formazione

Diplomato come perito agrario, Porcinai lavora in Belgio e in Germania fino al 1929, per poi tornare a Firenze,
dove lavora con il vivaista pistoiese Martino Bianchi.
Frequenta il liceo artistico di Firenze, si diploma nel 1935 e poi si iscrive dopo qualche anno al Regio Istituto Superiore di Architettura, ma abbandona l’Università nel ’45, ritenendo che l’istituzione non era in grado di svolgere il ruolo sociale e di formare ed educare alla bellezza, alla creatività e all’arte, che hanno come prima fonte di ispirazione proprio la natura.

L’esperienza all’estero

Ritornato all’estero, Porcinai entra in contatto con i più importanti architetti europei del giardino. Tra questi, Fritz Enchke, Karl Förster, Gustav Lüttge, Russel Page, Geoffrey Jellicoe, René Pechère, Gerda Gollwitzer.
Qui ha la possibilità di confrontarsi con altri metodi di lavoro e soluzioni innovative.
Nel 1937 inizia la sua collaborazione con la rivista di architettura Domus e l’anno successivo, a soli 28 anni,
fonda a Firenze uno studio con Nello Baroni e Maurizio Tempestini.
Presto, questa realtà diventerà un importante punto di riferimento nella vita culturale cittadina e farà conoscere il suo talento nel settore del garden design.
Nel 1940 fonda con Ugo Bagni e Bruno Marchesi la Società Il Giardino, specializzata nella realizzazione e manutenzione di parchi e giardini e nel 1941, con Giuseppe Zecchi e Ugo Mechetti, nasce la Società Arno per la fabbricazione di ceramiche artistiche.
Nel 1948, al Jesus College di Cambridge, è fra i soci fondatori dell’IFLA – International Federation Landscape Architecture insieme ad un gruppo internazionale di paesaggisti, con lo scopo di diffondere una cultura paesaggistica.

I progetti del più grande paesaggista italiano del ‘900

Tra i suoi progetti più importanti:

  • il progetto per l’Hansaviertel Park di Berlino (1956);
  • la consulenza per Abu Simbel (1963);
  • il progetto per la sistemazione esterna del Centro Pompidou (1973);
  • il progetto dei parchi delle città dell’Arabia Saudita (1975-76);
  • il concorso per Abidjan (1979)
  • il concorso per il parco de La Villette (1982).

Le collaborazioni importanti

Tra le collaborazioni più significative di Porcinai, quelle con:

  • Ludovico Belgioioso
  • Ernesto Nathan Rogers
  • Vittoriano Viganò
  • Marco Zanuso
  • Pietro Consagra
  • Riccardo Morandi
  • Oscar Niemeyer
  • Renzo Piano
  • Richard Rogers
  • Carlo Scarpa
  • Franco Albini
  • Franca Helg

L’AIAP

Nel 1950, insieme con altri pionieri, riesce a dar vita all’AIAP, Associazione Italiana Architetti del Giardino e del Paesaggio. Ne è dapprima Segretario e poi Presidente onorario e negli anni ’60 decide di organizzare un Centro educativo, un luogo in cui scambiarsi idee, esperienze e opinioni.
L’impegno per la professione di architetto paesaggista lo porta in giro per il mondo a partecipare a diversi consessi internazionali del settore e nel 1982, a Firenze, redige la Carta Italiana dei giardini storici.

I riconoscimenti

Porcinai ha ottenuto diversi riconoscimenti, che oggi lo pongono nel panorama del garden design come uno dei più grandi paesaggisti italiani del secolo scorso. Tra questi:

  • Premio IN-Arch 1960
  • Award of Merit della School of Environmental Design dell’Università della Georgia
  • Anello di Friedrich Ludwigh von Schkel conferitogli dall’Accademia Bavarese delle Belle Arti (primo italiano ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento)

Un saggio da non perdere

La filosofia paesaggistica di Pietro Porcinai è racchiusa in un importante saggio, scritto in collaborazione con il filosofo e Terziario francescano Attilio Mordini: Giardini d’occidente e d’oriente.

Immagine di copertina: torinofree.it

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