Menu

Product Design #1: viaggio tra gli oggetti che hanno fatto la storia.

product design oggetti che hanno fatto la storia

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Dal walkman all’iPod, passando per l’evoluzione della macchina da scrivere in computer, fino ad arrivare ai rasoi da barba. All’apparenza potrebbero sembrare dei product design, gli stessi che oggi sono entrati a far parte della quotidianità di molte persone. Forse la stragrande maggioranza. Ma potrebbero essere visti anche come prodotti senza i quali sarebbe impossibile vivere. Vi proiettiamo verso un percorso di vita degli oggetti che hanno fatto la storia, attraverso il progresso di alcuni di questi e quelli senza i quali non si potrebbe condurre la vita che vorremmo. Perché non tutto quello che ci circonda è futile, anzi, qualcosa è davvero necessario. Si pensi allo spazzolino da denti o al sapone. Sono solo alcuni esempi di oggetti ai quali spesso non viene data importanza. Al contrario, ci si accorge della loro necessità quando mancano. Proviamo quindi a raccontare le persone attraverso l’uso di determinati oggetti. Quali sono quelli a cui si è più affezionati, quelli che hanno cambiato la storia in meglio e, ancora, quelli che vengono usati da sempre ogni giorno.

Ma non solo. Studiare “le cose” significa entrare nella vita privata della gente, approfondire un fenomeno sociologico che spesso viene trascurato, non per la vacuità del prodotto in sé (semplicemente è così presente nella vita di ogni giorno da non essere preso in considerazione), ma per analizzare la quotidianità di tutti.
E anche se di vacuità si può parlare, poco importa, perché ci sono oggetti che forse, anche con il loro “essere inutili”, sono entrati prepotentemente e di diritto nel nostro patrimonio culturale. Vi chiediamo di rispondere ad alcune domande, per capire come ancora la tecnologia potrebbe migliorare prodotti nati oltre mezzo secolo fa e quelli che invece, invariati nel tempo, necessiterebbero di un restyling. Sì, parliamo di necessità, perché questa vuole essere una sorta di campagna di “storytelling” che tende a dare un peso ai manufatti frutto di uno studio di product design.

product design italian design institute

Product design #1: Dalla moka alla macchina da caffè.

La Moka, storia di generazioni a tavola – Più comunemente nota come “macchinetta del caffè”, la sua tradizionale forma ottagonale è rimasta invariata dal 1933, anno in cui la ideò Alfonso Bialetti. L’idea di product design alla base della moka era quella di dare origine a un oggetto semplice, che permettesse di avere sempre pronto il caffè tra la mura domestiche. Si dice che il suo nome derivi dalla città di Mocha, nello Yemen, a quanto pare una delle più famose zone in cui si produceva caffè di qualità arabica. Nonostante Bialetti l’avesse ideata senza l’idea di farne un prodotto famoso in tutto il mondo, è nel dopoguerra che la Moka entrò di diritto tra gli oggetti più venduti in Italia. Fu infatti il figlio, dotato di un maggiore spirito imprenditoriale, a produrla a livello industriale riuscendo, nel 1944, a venderne milioni di pezzi in un solo anno. Oggi la Moka non può mancare nelle case degli italiani. Di diverse grandezze, per una tazzina in solitaria o per avere il piacere di sorseggiare caffè in compagnia, è quasi un’istituzione che dà un “profumo” diverso a ogni cucina.

Master in Product DesignMacchine da caffè: la comodità “espressa” – Ne esistono diverse. Quelle che ripropongono il caffè espresso tipico dei bar, quelle in cialde e infine le capsule, di ultimissima generazione. Nate per dare un’alternativa di qualità e veloce da consumare, questi apparecchi negli ultimi anni si sono evoluti dando vita a marchingegni contenuti nelle dimensioni e di facilissimo utilizzo. Il loro impiego nelle case degli italiani è sempre più frequente. La macchina del caffè a cialde ha anche un impatto ambientale quasi azzerato proprio perché fatte di materiali biodegradabili. Una volta usate, infatti, vanno smaltite direttamente nell’umido. Ciò che accomuna questo modo di preparare il caffè a quello con le capsule è la possibilità di provare ogni giorno aromi diversi. Dai meno intensi a quelli più forti, passando per i gusti mischiati con caffè, come il cioccolato, fino ad arrivare all’immancabile decaffeinato. Ultimo dettaglio ma non per importanza è che si possono pulire molto facilmente. Qualità del prodotto e comodità assoluta dell’utilizzo fanno delle macchine del caffè quegli oggetti immancabili in casa.

Altri articoli

master-interior-design-milano-roma
Novità

Master in Interior Design a Milano e Roma

Roma e Milano ovvero due delle città più importanti e dinamiche in Italia e nel mondo sotto l’aspetto artistico, culturale e del business. In questi

foresta-nello-stadio-idi-1
Novità

Lo stadio si trasforma in foresta

La partita da giocare, questa volta, è un’altra: è quella con l’ambiente, che ha bisogno, ora più che mai, di messaggi forti, che urlino tutta

it_IT
en_GB it_IT