Chi l’ha detto che i concept delle case automobilistiche riguardano solo macchine supersportive o superlussuose? BMW, nell’occasione del suo centesimo anniversario, ha voluto comunicare al grande pubblico la sua visione della mobilità urbana per i decenni a venire, il risultato è Mini Vision Next 100, un prototipo funzionante che rivoluziona il modo di pensare alle auto del segmento A e B, trasformandole in veicoli che non sfigurerebbero in un film di fantascienza o di 007.

Lunga poco più di 3,6 metri, 2 posti più 2, propulsione full electric, guida autonoma, personalizzabile, con un’interfaccia uomo-macchina rivoluzionaria. Queste in poche parole sono le caratteristiche della nuova auto da città che entro pochi anni vedremo sfrecciare sotto casa nostra.

Le caratteristiche della Mini Vision Next nel dettaglio

Dimensioni. Il prototipo ha misure molto più compatte dell’attuale Mini perché i dispositivi elettronici di supporto alla guida renderanno superflui i paraurti, consentendo non solo ingombri minori, ma anche di ripensare i materiali e il design delle parti anteriori e posteriori. Inoltre anche i motori elettrici occupano decisamente meno spazio dei motori endotermici e le batterie vengono collocate nel pianale del veicolo, irrobustendo la scocca e abbassando il centro di gravità.

Interni. I sedili sono sostituiti da due semplici divanetti a due posti (quello posteriore è un po’ più sacrificato). Il guidatore può decidere in qualsiasi momento di cedere il controllo dell’auto al sistema di guida autonoma, e poi riprenderlo. Sterzo e pedaliera si spostano su una rotaia per lasciare spazio libero a mani e gambe del guidatore-passeggero.

Personalizzazione. I guru del car design sono concordi nell’affermare che l’auto del prossimo futuro sarà altamente personalizzabile. La tecnologia ormai consente di creare prodotti non massificati, introducendo durante la fase produttiva una tale gamma di optional e scelte cromatiche da poter avere prodotti disegnati quasi su misura dell’acquirente. In più la Mini Vision Next è dotata di dispositivi di proiezione che colorano gli interni e gli esterni dell’auto con tonalità e motivi grafici scelti dal proprietario. Proprio come se fosse il desktop di un PC o lo sfondo di uno smartphone.

Interfaccia comando e controllo. Uno degli aspetti più interessanti e innovativi del prototipo Mini è l’interfaccia di comando e controllo, chiamata “Cooperizer”. Tanto semplice e intuitiva quanto elegante ed ergonomica, è un autentico pezzo di design retro-futurista, prelevato direttamente da film come Dune oppure dal mondo di Flash Gordon. I comandi sono concentrati tutti su un cilindro metallico orientato verso il guidatore, il quale agendo su tre ghiere dorate decide tutto quello che l’elettronica non ha già reso automatico. Il pannello di controllo è un disco traslucido luminoso posto al centro del cruscotto, che per il resto non ha nient’altro, all’insegna del “less is more”.

Queste scelte di car design rispecchiano la nuova filosofia del gruppo BMW, che considera se stesso un fornitore di mobilità e la tecnologia utile solo se ergonomica e facile da usare. Siamo quindi all’alba di un’era in cui i dispositivi automatici e robotizzati toglieranno agli utenti il 90% delle decisioni operative, rimanendo inoltre invisibili, nascosti sotto le sembianze di forme disegnate per trasmettere la maggiore semplicità e pulizia possibile. Insomma, la tecnologia si appresta a diventare quello che Arthur C. Clark aveva profetizzato a metà del secolo scorso: indistinguibile dalla magia.

Fonti: Mini.com/next100

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