Un car designer si occupa di rendere un’auto bella, seducente, aerodinamica, comoda. Ma una persona che spende decine di migliaia di euro per un veicolo chiede molto di più che una bella forma. È come per le relazioni sentimentali: la bellezza è quello che ti fa avvicinare a una persona, ma sono le sue qualità e il suo valore che ne fanno la compagna della tua vita.

L’altro lato del car design è quindi l’affidabilità del mezzo, la sua capacità di percorrere centinaia di migliaia di chilometri in sicurezza, senza rotture, riportando ogni volta la famiglia a casa. È il settore dell’ingegneria dei materiali, degli stress test prolungati e dei richiami in assistenza operati in automatico dai costruttori.

In Europa di questo aspetto, della misurazione dell’affidabilità di un modello o di un marchio in generale, se ne occupano le riviste di settore, che si sa, non sono insensibili alle pressioni delle grandi case automobilistiche. Pressioni che si articolano essenzialmente in pagine pubblicitarie comprate. Più la rivista si comporta bene, più pubblicità riceve da quel marchio; più si dimostra critica con i suoi modelli, meno soldi riceve. Quindi l’indipendenza della stampa di settore è solo una bella favoletta da raccontare ai bambini.

Negli Stati Uniti invece le cose non funzionano così. Esiste un istituto di ricerca realmente indipendente, che ogni anno effettua ricerche di mercato sulla soddisfazione dei consumatori intervistando e ricevendo segnalazioni da milioni di proprietari di auto. Con questa immensa mole di dati vengono poi stilate delle statistiche e i rispettivi grafici. Questo istituto si chiama J. D. Power ed è un’autentica istituzione nel mercato automobilistico USA. I consumatori prima di comprare un’auto consultano le statistiche di J. D. Power e le case automobilistiche fanno di tutto per stare nella parte alta della classifica. Perché il grafico che rappresenta i risultati delle varie ricerche è costruito in modo molto intelligente: in pratica è diviso in due parti, separate dal valore medio delle rotture. Quindi ci sono case automobilistiche che hanno meno rotture della media e si trovano nell aparte alta; e case che hanno avuto più rotture della media e si trovano nell aparte bassa. Chi sta in fondo è il peggiore. In questo modo il consumatore può facilmente regolarsi non su un valore assoluto, che per forza di cose sarebbe teorico, ma rispetto al valore relativo reale che identifica il settore.

Le auto più affidabili

La classifica delle auto più affidabili, anno per anno

Online è possibile scaricare i grafici dal 2007 ad oggi. Purtroppo in queste statistiche non figurano alcuni costruttori europei che non esportano in USA, come le case francesi. Mentre la Fiat compare solo negli ultimi due anni in seguito all’esportazione della 500.

Per quanto riguarda le case automobilistiche presenti nel nostro mercato, e che quindi possono interessare direttamente gli acquirenti italiani, il trend è molto chiaro: cinque case sono sempre nella parte alta, e sono Lexus, Toyota, Honda, Porsche, Infiniti.

Alcune case da un anno all’altro fanno grandi balzi in su e in giù, come Jaguar e Mercedes-Benz, variazioni che molto probabilmente dipendono dai nuovi modelli messi in vendita.

Ford è il marchio che più di ogni altro oscilla dai quartieri alti al fondo classifica.

BMW ha avuto una crisi nel 2010 e 2011, ma poi si è ripresa.

Le coreane, Hyundai e Kia, stanno sempre nella parte bassa, ma vicine alla media.

Le peggiori sono sempre Land Rover e Jeep, spesso in compagnia di Mini.

Il dato più sorprendente per i consumatori europei è la bassa posizione media della Volkswagen, sempre nella parte inferiore della classifica, a volte tra gli ultimi. Le percezioni degli automobilisti europei e americani sono insomma parecchio diverse, c’entrerà forse il fatto che da noi non esiste un istituto come J.D. Power?

Fonti: Jdpower.com

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