È uno dei nuovi mestieri, quelli che esistono a malapena da 15 anni ed è praticamente impossibile spiegare ai nostri nonni. Negli Anni 80 e 90 si chiamava vetrinista. In grandi città come Roma e Milano si potevano contare sulle dita di una mano. Con la democratizzazione del marketing (accessibile ormai anche ad aziende di piccola dimensione) e l’atomizzazione della comunicazione, che non si articola più solo sui media mainstream come Tv e stampa, ma ormai pervade tutto l’ecosistema cognitivo intorno al potenziale cliente, quelle che prima erano nicchie del mercato del lavoro adesso sono diventate professioni che danno un’occupazione a centinaia di persone in tutto il Paese.

Il Visual Merchandiser

Oggi la figura del Visual merchandiser è quella di un professionista completo che padroneggia tutti gli aspetti del cosiddetto In-store marketing: dalle vetrine, che servono per colpire e comunicare il brand ai passanti; all’interior design del negozio; alle strategie che guidano l’esposizione dei prodotti in vendita. Non meraviglia scoprire che all’estero gli italiani, con la loro innata sensibilità per la moda e il design, sono tra i professionisti più ricercati. Matteo Mazzucca è vice presidente del settore windows and exterior di Barneys, la catena di negozi di lusso con base a New York e negozi nelle zone più ricche degli USA e del pianeta.

La descrizione del lavoro che svolge ogni giorno insieme al team creativo interno dell’azienda è illuminante. L’organizzazione del lavoro è articolata in progetti di lungo periodo, come le vetrine stagionali o quelle natalizie; e progetti sul breve periodo, come i saldi, le promozioni oppure le collezioni in esclusiva. I professionisti che fanno parte del team creativo sono persone che hanno avuto una formazione da grafici pubblicitari, oppure da art director cinematografici, o da scenografi teatrali. Ma anche da persone che hanno studiato appositamente questa materia e si sono specializzati subito nel settore. Tutte persone animate da una forte propensione all’innovazione e al raggiungimento di risultati con il più alto contenuto di qualità artistica possibile. Gli esempi migliori di questa attitudine sono le vetrine realizzate per Chloé e la vasca dei pesci rossi di Louboutin. Lavori che travalicano gli standard del Visual merchandising per esplorare nuove dimensioni creative.

Per Matteo Mazzucca le vetrine sono un medium, un canale in cui veicolare la comunicazione del proprio brand. Un canale che recentemente è stato interessato da molte sperimentazioni, grazie all’elettronica e all’interazione con i dispositivi portatili dei passanti. Una tecnologia come quella degli iBeacons permette infatti alle vetrine di interagire con i passanti costruendo una narrazione su misura dei singoli target.

Oltre alle nozioni specifiche del mestiere del Visual merchandiser sono quindi molto importanti, ai fini di una carriera di successo, le doti individuali. Ci vuole un carattere e una mente particolare, lontana dal gregge, servono persone contraddistinte da una forte motivazione interiore unita a una ferrea disciplina lavorativa. Qualità che guarda caso solo i creativi di successo possono vantare.

Se pensi di avere queste qualità e vuoi imparare tutti i segreti di una professione eccitante e molto richiesta, richiedi qui maggiori informazioni sul nostro corso. In questa gallery alcuni dei migliori lavori di Visual merchandising di Barneys.

Fonti: Whowhatwear.co.uk

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