Uno degli assiomi della progettazione urbanistica del trasporto pubblico è che il bus non risolve i problemi di traffico perché va in concorrenza con il trasporto privato, dato che condivide con questo la superficie asfaltata. Si è cercato di ovviare a questo problema creando le corsie preferenziali, ma questo significa togliere asfalto alle auto e alle moto, aumentando comunque il traffico veicolare privato.

Chi studia transportation design sa che le tramvie storicamente sono una buona soluzione solo nel lungo periodo, portano infatti più persone rispetto a un autobus e quando non transitano in quella zona lasciano la sede stradale libera. I costi iniziali per le infrastrutture e l’acquisto dei treni sono però astronomici: in media circa 8 milioni di euro a km e 1,5 milioni di euro per un treno di media lunghezza (mentre un autobus costa circa 350.000 euro e non ha bisogno di infrastrutture).

Dalla Cina arriva però una soluzione che risolve parecchi problemi in una volta sola: un bus sopraelevato che cavalca due corsie stradali passando sopra le auto in fila, non interferendo quindi con il traffico e trasportando centinaia di passeggeri. Si tratta di una nuova categoria di veicoli con ruote in gomma (16 per l’esattezza) definita con l’acronimo TEB – Transit Elevated Bus i cui modellini dimostrativi sono stati presentati al 19° China Beijing International High-Tech Expo. In dimensioni reali il TEB sarà lungo 22 metri, largo 7,8 metri e alto 4,8, trasporterà 300 passeggeri e raggiungerà la velocità di 60 km/h.

Transportation revolution

In occidente l’esperimento cinese è stato accolto con un certo scetticismo. Molti e.magazine del settore transportation design ritenevano il progetto una smargiassata da Expo, qualcosa utile solo per dimostrare al mondo la superiorità della tecnologia cinese (una specie di show dei tempi della guerra fredda). Scetticismo che è stato prontamente rispedito al mittente con il test che si è svolto questo agosto nella città di Qinhuangdao (provincia di Hebei). Il TEB ha percorso un tratto di strada di 300 metri che ha permesso agli ingegneri di provare il sistema frenante e di misurare il consumo reale di energia. Una dimostrazione che non solo il progetto è concreto ma che è anche molto vicino alla sua realizzazione pratica su larga scala.

Sarà interessante vedere quali saranno i costi finali dell’intera opera e se questa tecnologia sarà un game-changer anche nelle nostre caotiche città.

Fonti: Wired.co.uk

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