Guardando le barche all’ancora in una bella rada, ampia come quella del Frontone a Ponza, oppure osservando gli yacht da crociera ormeggiati in un porto glamour come Bonifacio, viene naturale chiedersi quale di quei gioielli di tecnologia e di yacht design potrà essere il più performante. Non parliamo di barche progettate apposta per infrangere i vari record omologati dal World Sailing Speed Record Council, o di barche da off-shore con solo una minicabina sottocoperta, oppure di modelli one-off disegnati e realizzati sulle specifiche richieste di facoltosi clienti. Parliamo di barche da crociera normali, con tutti i comfort necessari per vivere in mare molti giorni e prodotte in serie da un cantiere.

Per superare il muro dei 50 nodi un’imbarcazione a motore ha bisogno di uno scafo di una certa lunghezza (diciamo dagli 80 piedi in su) e di motori di una certa potenza (diciamo dai 5.000 cavalli in su). Due fattori che portano il peso dell’imbarcazione intorno alle 100 tonnellate. Muovere una stazza del genere a quella velocità non è certo un gioco da ragazzi. Yacht designer e ingegneri motoristici sono obbligati a spingersi agli estremi delle loro conoscenze; e anche il lavoro in cantiere richiede una precisione e una qualità costruttiva di eccellenza.

Ecco le tre imbarcazioni da crociera più veloci del mondo. E ci fa molto piacere constatare che sul podio ci siano due cantieri italiani (vabbé, uno e mezzo).

Mangusta 108 Why Not

Mangusta 108 “Why not” – 55 nodi

È stato per molti anni il modello di punta del cantiere viareggino Overmarine. Disegnato da Andrea Bacigalupo e Stefano Righini, ha ottenuto subito un grande successo di mercato. La lunghezza fuori tutto e di 33,5 metri, il dislocamento è di 190 tonnelate. Molte sono le motorizzazioni che negli anni sono state proposte su questo modello. La più performante è quella con le due turbine a gas Lycoming che scaricano in acqua i loro 8.770 cavalli attraverso tre waterjet Rolls-Royce. Dare tutta manetta significa volare letteralmente sull’acqua, avvolti dal maestoso suono delle turbine che ricorda da vicino quello di un jet in fase di decollo.

Wally Power 118

Wally Yachts 118 “Galeocerdo” – 60 nodi

Le linee avveniristiche di questa barca sono diventate un vero status symbol nel mondo della nautica e non solo, visto che questo modello è stato ripreso anche in alcune produzioni hollywoodiane (The Island, per esempio). Progetto nato dalla visione di Luca Bassani, fondatore del cantiere italo-monegasco (per saperne di più vai qua), che desiderava realizzare uno yacht che potesse mantenere un’alta velocità anche in condizioni meteo-marine difficili. La fase progettuale è stata molto lunga e accurata, con test in vasca e in galleria del vento. Per la costruzione si sono impiegati solo materiali tecnologici ultraleggeri, come fibra di carbonio e titanio, per un dislocamento incredibilmente basso, per uno yacht del genere: 95 tonnellate. Galeocerdo è spinto da tre turbine a gas Vericor, ognuna collegata a un’unità waterjet Rolls-Royce. La potenza massima è di 16.800 cavalli.

Millennium 140

Millennium 140 “World is not enough” – 70 nodi

Imbarcazione di 42 metri, costruita interamente in alluminio, che detiene il record di nave da crociera più veloce del mondo. Questo superyacht è la prima creatura dei cantieri Millennium, un’azienda nata nel 2005 con l’esplicito obiettivo di costruire gli yacht più belli, confortevoli e veloci del pianeta. L’architetto navale che ha firmato questa bellissima belva dei mari è l’olandese Frank Mulder. Gli interni si distinguono dalla concorrenza per lo stile particolarmente lussuoso, al confine con l’opulento. Le 165 tonnellate vengono spinte alla velocità di 70 nodi da due motori turbodiesel a 18 cilindri Paxman (10.870 cavalli) combinati con due turbine a gas Lycoming, per raggiungere la potenza monstre di 20.000 cavalli. Anche in questo caso la propulsione è affidata a tre waterjet.

Fonti: Boatinternational.com

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