Nella tradizionale propulsione navale il motore dell’imbarcazione è un diesel che viene collegato all’elica tramite una linea d’asse, oppure con sistema tipo S-drive in cui l’accoppiamento avviene con ingranaggi conici che lasciano il piede poppiero (che regge l’elica) libero di muoversi di qualche decina di gradi sull’asse verticale. Abbiamo quindi l’unità motrice all’interno dello scafo e l’elica al di fuori dello stesso.

Da qualche anno, prima per le grandi navi e poi via via anche per le unità di minore tonnellaggio, si sta affermando una nuova tipologia di propulsione che migliora l’efficienza idrodinamica, semplifica la disposizione degli organi meccanici e fa guadagnare spazio a bordo. Il tutto con minori consumi di carburante (-18%) e minore inquinamento atmosferico.

L’azienda leader in questo tipo di propulsione è la svizzera ABB, che con la sua tecnologia brevettata Azipod è riuscita ad integrare in un solo contenitore (pod) un motore elettrico, l’elica e il timone. Rendendoli in più ruotanti di 180 gradi con movimento comandato da un computer. Il motore elettrico è alimentato da batterie, che a loro volta sono ricaricate da generatori diesel. La ricarica delle batterie avviene in modo completamente automatico, è il sistema che avverte il calo di capacità e avvia i generatori per il tempo strettamente necessario: l’aumento di efficienza è notevole.

Azipod C

Evitando la linea d’asse tradizionale si ottengono molti vantaggi: l’impiego di cavi elettrici al posto degli organi meccanici di trasmissione riduce di molto le vibrazioni e le dispersioni per attrito; l’elica (di solito traente) lavora in un flusso di acqua libera, ottenendo una maggiore efficienza idrodinamica e meccanica. La rotazione sull’asse verticale dell’unità azimutale permette alle navi di essere più maneggevoli. Il computer manovra in automatico gli Azipod in modo da ottenere il movimento della nave desiderato dal pilota, che non agisce più su un classico timone, ma su uno strumento simile a un joystick.

Tra tanti vantaggi c’è però da segnalare anche qualche inconveniente. Durante i primi anni di servizio si sono verificati alcuni problemi sulle navi da crociera che montavano il più grande degli Azipod, il model V. Il problema principale era la durata dei cuscinetti dell’albero dell’elica. L’ultimo modello, l’azipod X, fa proprie queste migliorie, assicurando un intervallo di manutenzione di cinque anni; inoltre è stata prevista la possibilità di sostituire i cuscinetti mentre la nave si trova all’ormeggio.

Finora l’impiego di questa tecnologia è stato prevalentemente su grandi navi rompighiaccio, traghetti veloci e navi da crociera, ma negli ultimi tempi, con l’abbassamento dei costi, si sta cominciando a verificare un travaso anche nella produzione da diporto, partendo ovviamente dai megayachts. I primi cantieri ad adottare questa tecnologia sono stati gli italiani Benetti e Picchiotti, che rispettivamente su un 65 metri e su un 73 metri hanno scelto di affidarsi agli Azipod. È facile prevedere che i notevoli risparmi di carburante renderanno questa scelta sempre più popolare, introducendo nel settore dello yachting una rivoluzione per quanto riguarda le prestazioni dell’imbarcazione, le possibilità di interior design e l’integrazione con i sistemi elettronici di bordo.

Clicca qui per informazioni sulla prossima edizione del Master in Yacht Design IDI – Sabaudia (LT).

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca