Questa è la storia dell’Italia migliore, di un uomo che con la forza delle proprie visioni ha plasmato un intero settore industriale, di una famiglia che è stata capace di generare eccellenza generazione dopo generazione. Il car design di oggi non esisterebbe, se Battista Farina non fosse nato.

Battista Farina nasce a Torino nel 1893. Soprannominato fin da piccolo Pinin (Giuseppino) a causa della straordinaria somiglianza con il padre Giuseppe, inizia a soli undici anni a collaborare con il fratello maggiore Giovanni in una piccola carrozzeria chiamata “Stabilimenti Farina”. Allo scoppio della Grande Guerra i fratelli Farina prendono l’appalto per la costruzione dell’aeroplano Aviatic, un velivolo destinato alla scuola piloti. Il lavoro viene svolto con tale perizia da ricevere un encomio solenne dall’Aviazione Militare per la qualità della costruzione. Nel 1920 Battista “Pinin” Farina viaggia negli Stati Uniti per studiare i metodi produttivi all’avanguardia dell’industria USA. A Detroit viene ricevuto da Henry Ford in persona, che rimane conquistato dal lavoro e dalla personalità di Farina, tanto da proporgli di restare a Detroit e lavorare per la sua industria. Offerta che il torinese cortesemente declina, preferendo tornare in Italia.

“Pinin” Farina è un uomo del suo tempo, sedotto dall’idea di progresso, dalle innovazioni tecniche e soprattutto dalla velocità. Si cimenta anche come pilota automobilistico, disputando nel 1921 la gara in salita “Aosta-Gran San Bernardo” e dimostrando un talento fuori dal comune, testimoniato dal miglior tempo over all: un record che avrebbe resistito per ben undici anni. Nel 1930, grazie al finanziamento di una zia della moglie e al sostegno economico di Vincenzo Lancia, apre uno stabilimento in Corso Trapani. La neonata Carrozzeria Pinin Farina nasce con l’obiettivo di progettare e realizzare carrozzerie speciali per auto fuoriserie, ma anche di produrre in piccola serie (7-8 esemplari al giorno) alcuni modelli speciali. La società si fa subito conoscere per la qualità della costruzione artigianale e per carrozzerie disegnate e realizzate su meccaniche prodotte dal socio Vincenzo Lancia, dall’Alfa Romeo, dalla Hispano-Suiza e dalla Fiat. La manodopera impiegata arriva alle 500 unità.

L’entrata in guerra dell’Italia nel 1940 congela i progetti industriali di Pinin Farina, che si trova costretto a convertire la sua produzione fabbricando veicoli militari. Allo stesso tempo inizia a sostenere la resistenza, fornendo alle formazioni partigiane piemontesi mezzi di trasporto, ricambi e carburante. Al termine della guerra l’attività può finalmente riprendere secondo le intenzioni originali è l’azienda comincia a firmare i primi modelli.

Nel 1946 “Pinin” Farina disegna e produce la Cisitalia 202, un’automobile di tale eleganza ed essenziale bellezza che verrà successivamente esposta al MOMA di New York come scultura dinamica. In questo periodo cominciano le prime importanti collaborazioni con le case automobilistiche estere, come la Peugeot e la Nash, casa automobilistica del Wisconsin rinomata per il suo alto livello qualitativo e per le sue innovazioni storiche, come ad esempio i primi modelli a scocca portante, le prime cinture di sicurezza e il primo impianto di climatizzazione. Nel 1952 “Pinin” Farina, con l’occasione della presentazione ufficiale della Nash Ambassador da lui disegnata e della Nash-Healey disegnata e costruita in piccola serie nello stabilimento di Torino, ritorna negli USA, dove viene trattato come una vera e propria star. Per la prima volta nella storia dell’industria automobilistica USA il car design viene elevato a caratteristica distintiva di un’auto, e la firma del suo autore diventa protagonista della campagna promozionale. Il successo del carrozziere torinese è oramai globale.

Nel 1958 la Pinin Farina – ormai diventata un vero e proprio marchio, pronunciato tutto d’un fiato – è una realtà consolidata nel panorama industriale piemontese e italiano e il suo volume d’affari obbliga i vertici a cercare uno stabilimento produttivo più grande. L’azienda si sposta quindi a Grugliasco, qui si completa la trasformazione da azienda artigianale a impresa industriale vera e propria. Nei primi Anni 60 verrà prodotta in grande serie l’Alfa Romeo Giulietta Spider e successivamente la Fiat 124 Spider.

Nel 1961 il Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi in persona autorizza, per tutte le finalità civili e legali, il cambiamento del cognome da Farina a Pininfarina. Nello stesso anno subentra la seconda generazione, il figlio Sergio assume la direzione dell’azienda. L’impronta di Sergio Pininfarina nelle strategie aziendali si fa subito sentire. Come Battista era stato un figlio del suo tempo, così anche Sergio intuisce ed anticipa le grandi tematiche che negli anni a venire domineranno l’industria dell’auto. Già artefice dello storico incontro tra il padre Battista ed Enzo Ferrari, sodalizio che poi avrebbe generato più di 100 modelli di auto da sogno in quasi 65 anni di collaborazione, Sergio si dedica allo studio dell’interazione tra car design e aerodinamica, realizzando la prima galleria del vento in scala 1/1 in Italia.

Nel 1966 Battista Pininfarina muore a Losanna, un mese dopo aver inaugurato il nuovo Centro Studi e Ricerche. Il cordoglio del mondo industriale e culturale italiano è immenso. Così come la lista delle onorificenze ricevute in vita da questo gigante del Novecento. Ricordiamo le principali: Cavalierato del Lavoro della Repubblica Italiana; nomina a Membro Onorario della Royal Society of Arts di Londra; decorazione concessagli da Re Baldovino del Belgio; Gran Premio Nazionale Compasso d’Oro; nomina a “Membro Onorario” della Società degli Ingegneri ed Architetti di Torino, che gli conferì successivamente il “Premio Torino”; riconoscimento della Société d’Encouragement pour la Recherche et l’Invention di Parigi; “Gran Croce con Placca” del Sovrano Militare Ordine di Malta; laurea “Honoris Causa” della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino; cittadinanza onoraria conferita dal Sindaco di Detroit, Michigan, USA.

Fonti: Pininfarina.it

  • Pininfarina Nash Healey
  • Pininfarina Lancia Aurelia
  • Pininfarina Ferrari Dino GTS
  • Pininfarina Cisitalia
  • Pininfarina Chevrolet Corvette Rondine Coupet
  • Pininfarina Alfa Romeo Giulietta

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