La prima cosa che si nota del nuovo modello Mini è il nome italiano. Una scelta di marketing precisa, oppure un fondo di magazzino, dato che da un punto di vista di naming la gamma Mini nei suoi 16 anni di nuova vita by BMW ha usato praticamente tutte le declinazioni esistenti? Difficile dirlo, ma la scelta del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este sul Lago di Como per la sua presentazione lascia intendere che il mondo del lusso all’italiana, della bella vita e del design viene ritenuto la cornice cognitiva ideale per il nuovo modello del brand anglotedesco.

La seconda cosa che si nota è che è un oggetto bellissimo, che solo a guardarlo ti fa venire voglia di guidarlo, su una strada tutta curve, con i capelli al vento e una bionda seduta a fianco (o un moro dallo sguardo tenebroso, per chi ha gusti sessuali diversi dal sottoscritto). Linea di cintura alta, come si usa adesso; cerchi di grande diametro, come sognano i car designer; una pinna sulla coda, come le auto iconiche degli Anni 50; rigorosamente 2 posti, come un esclusivo giocattolo per adulti deve essere.

Realizzata dalla carrozzeria milanese Touring, con lavorazione a mano delle lamiere di alluminio, la Mini Superleggera stabilisce nuovi standard qualitativi nel settore delle piccole cabrio. Adrian van Hooydonk, capo del BMW Design Group, l’ha definita “un’automobile elegante che interpreta una roadster britannica sotto l’influenza dello stile e dell’artigianalità italiana”. Anders Warming, capo del design del brand Mini, parla invece di “una bellezza emotiva unica che unisce il passato e il futuro dell’industria automobilistica, la tradizione della carrozzeria artigianale con uno stile di design moderno”.

A parte che sentire dei tedeschi di BMW parlare di auto dallo stile italiano fa pensare alla tipica caffetteria italiana venduta dagli americani di Starbucks, c’è da notare che quest’auto sembra quasi un manifesto di pan-europeismo, manca solo una bottiglia di champagne francese in uno scomparto frigo e poi ci siamo.

Mini Superleggera

La tecnica

La Mini Superleggera si chiama così anche grazie al suo autotelaio in alluminio e fibra di carbonio che contiene il peso sotto la tonnellata, con baricentro basso e grande dinamicità. Verrà realizzata sulla piattaforma modulare UKL di BMW su cui il marchio bavarese assembla già la Serie 1, la X1 e la Serie 2 Active Tourer. Quasi sicuramente si opterà per una motorizzazione ibrida, con unità endotermica da 1,5 litri all’anteriore e motore elettrico al posteriore.

Gli interni

Di marcato stile minimalista, il design dell’abitacolo risulta particolarmente elegante e azzeccato. L’occhio cade inevitabilmente sulla strumentazione principale, racchiusa in un unico display touchscreen al centro della plancia. Diverse parti in alluminio sono lasciate a nudo, come a voler sottolineare la qualità della lavorazione degli artigiani di Touring. I rivestimenti in pelle color sabbia e i particolari cromati sottolineano in modo efficace le ambizioni aristocratiche della piccola cabrio. Da notare alcuni elementi che richiamano l’union jack britannico, nei pannelli interni delle portiere e nelle luci posteriori. Dettagli che dovrebbero comunicare “old england” e che invece risultano un po’ pacchiani, soprattutto per gli inglesi.

La Mini Superleggera dovrebbe debuttare nel 2019 con un prezzo di listino che non si dovrebbe allontanare molto dai 50mila euro.

Fonte: Telegraph.co.uk

Mini Superleggera

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