Sull’auto che ci aspetta nei prossimi dieci anni abbiamo già detto molto, e ormai la strada è già tracciata. Propulsione full electric; intelligenza artificiale che gestisce praticamente tutto, compresi i sistemi di guida automatica; carrozzeria ridotta al peso minimo (perché virtualmente non ci saranno più incidenti); assetto variabile per adeguarsi ai vari percorsi e alle diverse velocità di percorrenza in curva. Sull’infotainment inutile divagare ulteriormente, perché ovviamente, non essendo impegnati nella guida, i passeggeri dovranno pur passare il tempo in qualche modo.

Sulla moto del XXI secolo invece il foglio, se non proprio bianco, ha ancora qualche spazio a disposizione della fantasia degli ingegneri. BMW ha presentato un concept già funzionante che è un vero e proprio manifesto (ne abbiamo parlato qui). Honda ha diffuso le immagini di un veicolo con alcune tecnologie simili a quelle BMW (sebbene diverse nel funzionamento) ma dalla forma tradizionale. Kawasaki è andata oltre rivoluzionando completamente la forma moto con un concept visionario (ne abbiamo parlato qui) ma ancora lontanissimo dalla strada. In questo articolo vogliamo tracciare le linee di sviluppo più probabili che condurranno alla nuova moto del futuro. Quella che sogneremo tra 5 anni e cavalcheremo, col cuore in gola, tra 10.

Hyundai Trike

Oltre le due ruote

Diciamocelo chiaramente: una delle maggiori resistenze all’acquisto di una moto è che ci sono ottime probabilità che prima o poi si cadrà e ci si farà male. Chi scrive è stato motociclista per oltre 30 anni e ha perso il conto di quante volte si è ritrovato allungato sull’asfalto. Per fortuna riuscendo sempre ad evitare l’ospedale. Le cause per cui si può cadere in moto sono quasi infinite: asfalto scivoloso (solo in questa voce rientrano almeno altre 10 sotto-voci); pessima manutenzione della sede stradale (leggi buche); automobilisti distratti (causa in forte aumento statistico) o imprudenti; eventi naturali eccezionali (piogge violente, grandinate, trombe d’aria, rami di alberi volanti ecc. ecc.). Contare su un appoggio più saldo al terreno, ovvero su 3 o addirittura 4 ruote, in modo che anche in caso di urto con un veicolo o manovra di emergenza su fondo scivoloso non si creino pericoli per pilota e passeggeri, è qualcosa che da solo può abbassare la soglia di ingresso al mercato e aumentare decisamente i volumi di vendita. BMW e Honda hanno preferito mantenere le due ruote ma creare sistemi di auto stabilizzazione della moto. BMW con delle masse mobili ospitate dove una volta c’erano i pistoni del suo celebre boxer. Honda con un sistema robotizzato che muove il canotto di sterzo, aumentando l’interasse con micro movimenti continui. Da vedere quanto questi sistemi reggeranno l’urto con la realtà delle strade e del traffico. Secondo noi le 3 ruote sono la tecnologia più matura ed economica.

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Propulsione e trazione

È ormai opinione comune che tra 10 anni le auto con motore endotermico saranno molto poche. Idem tra le moto. È difficile pensare che i benzinai rimarranno aperti solo per i motociclisti, e con i piccoli serbatoi delle moto bisogna essere sicuri di poter fare rifornimento almeno ogni 100 chilometri. Quindi anche le moto presto passeranno al full electric e questo produrrà molti vantaggi: possibilità di inserire i motori nel mozzo ruota, telaio che integra le batterie come elemento strutturale, conseguente abbassamento del baricentro, eliminazione del cambio e della trasmissione finale (la catena è sempre stata una rottura di scatole) e poi, soprattutto… trazione integrale! Che è un altro importante fattore di sicurezza e anche di divertimento, non solo nell’off road.

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Assetto variabile

Ci sono essenzialmente due scuole di pensiero tra i motociclisti: chi ama la posizione seduta (enduristi, customisti e grand-touristi) e chi quella in avanti, con il peso del corpo che grava anche sulle braccia (stradalisti sportivi e pistaioli). Il peso del corpo in avanti dà una maggiore sensazione di controllo della moto e una maggiore sensibilità nella guida in curva. La posizione seduta è sicuramente più comoda e alla portata anche di chi va in moto solo un paio d’ore a settimana. I telai e le sospensioni del prossimo futuro saranno quindi variabili nell’assetto e nelle misure fondamentali (corsa, interasse, altezza del baricentro). Elettronica e servomeccanismi si occuperanno delle variazioni di assetto in tempo reale, migliorando le sensazioni di guida e la sicurezza, soprattutto in curva. Certo, ipotizzare che con la stessa moto si possa correre in pista a 250 all’ora e poi andare a fare quattro salti su una pista da enduro, è poco credibile, anche perché si tratta di pubblici completamente diversi. Però il range di utilizzo del veicolo sarà molto più ampio dell’attuale. Magari con la stessa moto si potrà girare in pista e poi d’estate, con un assetto più alto e comodo, fare un viaggio con la propria compagna seduta sul sellino posteriore e due belle valige ai lati.

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Protezione

Un altro fattore che può allargare il mercato degli acquirenti di moto è quello della protezione dagli agenti atmosferici. Diciamocelo: in inverno il motociclista fa una vita davvero grama. Non c’è niente come una settimana di fila di pioggia e freddo glaciale per far desiderare ardentemente di lasciare la moto in garage e prendere quella bella utilitaria dotata di stereo e riscaldamento. Una copertura trasparente e autopulente, magari retrattile (tanto non deve avere solidità strutturale perché la moto non cadrà mai) è uno dei sogni erotici dei motociclisti di ogni età e latitudine.

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Tipologie e stile

Se c’è una cosa che il mercato attuale ci ha insegnato è che i contenuti ingegneristici di una moto (cavalli, peso, erogazione, dinamica) sono ormai passati in secondo piano rispetto allo stile e al design del mezzo. Questa tendenza continuerà e oltre ad avere i classici settori merceologici dell’enduro, della stradale, della sportiva e dello scooter urbano avremo dei sotto-settori definiti dallo stile del mezzo: futuristico, vintage, eco-minimalista, steampunk, ecc. ecc. Qui il futuro sicuramente ci stupirà, dato che le mode si diffondo in modo imprevedibile, anche per gli addetti al marketing, che spesso si limitano a inseguire le richieste del pubblico.

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Infotainment

Per fortuna le moto non avranno mai sistemi di guida automatica (chi compra una moto vuole fortemente divertirsi a guidarla) ma sistemi di supporto informativo, sia per quello che riguarda la diagnosi meccanica del mezzo, sia per l’analisi e l’usabilità dell’ambiente circostante (eventuali pericoli, mappe stradali, meteo, topografia, alberghi e ristoranti ecc. ecc.) sono già ora facilmente implementabili su appositi schermi che non distraggano dalla guida, chiaramente.

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