Dal 16 al 28 novembre 2015 si è svolta a Milano la nuova edizione del Master in Interior design IDI. Nel corso di queste due settimane di full immersion i partecipanti hanno appreso tutti gli strumenti concettuali utili alla professione, hanno potuto conoscere il modus operandi dei diversi architetti e designer che li hanno accompagnati in questa fase del percorso didattico, e si sono cimentati in prima persona nella progettazione. Obiettivo finale dell’intero percorso formativo: apprendere una metodologia operativa valida sia nella progettazione degli spazi interni di un’abitazione privata, che nella progettazione di uno spazio commerciale nel settore ristorativo.

Per la prima tipologia di progetto gli studenti hanno ricevuto l’insegnamento e i preziosi consigli dell’architetto Marco Toro; per la seconda quelli del designer Lorenzo Longo. È con quest’ultimo professionista che, divisi in due gruppi, i ragazzi si sono prodigati nella progettazione di una spaghetteria e di un locale etnico, partendo dalla realizzazione di un moodboard, una specie di mappa grafica che serve ad illustrare i concetti visuali scelti dal designer e che funziona anche da guida durante l’intero percorso che dalla progettazione porta alla realizzazione.

Diario Interior Design 2015

Nella formazione di un interior designer un ruolo importante viene svolto dal costante aggiornamento circa le novità proposte dal mercato e le tendenze prevalenti nell’attualità. Per sottolineare questo concetto è stata organizzata per i nostri studenti una visita agli showroom di Gorlini-Glas Italia e a quelli di Knoll e di Davide Groppi. In particolare nel flagship store di Glas Italia sono state analizzate, insieme ai docenti, le innovative soluzioni per la separazione e la schermatura degli spazi interni. Nello showroom di Knoll erano esposte alcune produzioni che hanno fatto la storia del design, lavori realizzati da personalità del calibro di Saarinen, Bertoia, Breuer e Mies vad der Rohe. L’esposizione delle lampade di Davide Groppi è stata particolarmente significativa per valutare la sinergia tra innovazione tecnologica e soluzioni creative.

La prima settimana di full immersion si è conclusa con un workshop tenuto dall’architetto e designer Luca Solazzo che, dopo aver illustrato l’evoluzione di alcuni suoi progetti di edilizia residenziale di diverso taglio (50, 90 e 240 mq) ha coinvolto i corsisti nella progettazione degli interni di un ufficio ergonomico ed innovativo. Con il light designer architetto Adriano Caputo, sono stati affrontati alcuni interessanti argomenti, come ad esempio la differenza tra luce naturale e artificiale, le temperature del colore, i concetti di movimento nello spazio e di visione. Inoltre sono state illustrate le tecniche per analizzare al meglio l’ambiente in cui bisogna introdurre l’elemento luminoso, al fine di creare soluzioni sensoriali suggestive e coinvolgenti. L’importanza che la luce svolge in un progetto di interior design non può infatti mai essere sottovalutata: definisce gli spazi, accompagna nei gesti quotidiani e conferisce carattere e personalità agli ambienti. È strumento di comfort, ma al tempo stesso complemento d’arredo, come è risultato evidente durante la visita guidata presso lo showroom Artemide.

Diario Interior Design 2015

Durante la fase d’aula del Master in Interior Design si sono svolti inoltre due interessanti seminari: uno sulla progettazione degli spazi commerciali finalizzata ad incentivare l’acquisto, seminario tenuto da un visual merchandise d’eccezione, Gianfranco Giacoma Caire; l’altro sulla progettazione di hotel, tenuto dall’architetto Armando Bruno, direttore generale dello Studio Marco Piva, seminario che ha chiuso questa seconda edizione 2015 del master. Per i nostri corsisti si è trattato di un percorso impegnativo ma ricco di stimoli e di esperienze esclusive, come ad esempio la visita allo studio del designer e architetto Michele De Lucchi, un’occasione preziosa per osservare da vicino la creatività in azione. Un percorso che ha soddisfatto pienamente le aspettative dei nostri corsisti, che ora hanno le competenze giuste per realizzare il loro project work.

Dopo questa fase arriverà finalmente il momento del tanto atteso (e temuto) periodo di stage, l’occasione per mettere in pratica tutte le conoscenze apprese, oltre che per misurarsi con il reale lavoro quotidiano della professione che hanno scelto di intraprendere.

Cliccate sul link per informazioni sulle successive edizioni del master in Interior Design.

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