In questi giorni debutta la serie 7.2 della Golf, ovvero il restyling dell’ultima versione della campionessa di incassi della casa di Wolfsburg. Che proprio in questi giorni è diventato il primo costruttore al mondo per auto vendute. Grazie ai mercati asiatici e nonostante il Dieselgate. Che dire dei tedeschi? Beh, di sicuro sono bravissimi a saper fare i loro interessi nazionali, da questo talento dovremmo solo imparare. Per avviare la riflessione sulla giusta strada eccovi le 7 notizie sulla storia della Golf che magari non conoscete, perché sono appannaggio degli addetti ai lavori o dei maniaci dell’automobile del popolo. (photo gallery con tutte le serie Golf in fondo all’articolo)

La musa ispiratrice

Giorgetto Giugiaro, il designer della prima serie della Golf racconta in un’intervista un retroscena inimmaginabile (per noi italiani con il complesso di inferiorità): “Nel gennaio del 1970 arrivo in Germania, al centro ricerche Volkswagen. In un immenso stanzone trovo una Fiat 128 tutta smontata e sezionata pezzo per pezzo. Chiedo spiegazioni e gli ingegneri mi rispondono candidamente: “Non riusciremo mai a fare un’auto con una meccanica così raffinata a questo prezzo, per questo la Golf deve essere più piccola”. La Fiat 128 era il riferimento per la creazione della nuova media VW. Come cambiano le cose negli anni, eh?

La prima piccola diesel

Nel 1976 esce la motorizzazione diesel, con l’inedita cilindrata di 1471 cc. È la prima volta che una casa automobilistica crede in una cilindrata così piccola per quel motore, tipico dei camion e delle auto di grandi dimensioni e grandi cubature. Il piccolo diesel della Golf aveva 50 CV, arrivava a 140 km/h e contribuì a cambiare la percezione di questo motore presso il grande pubblico.

Senza Common Rail

Il sistema Common Rail è l’invenzione che ha portato il motore diesel ad essere competitivo con il benzina per quanto riguarda le prestazioni. Il progetto del nuovo sistema nasce dalla collaborazione tra Magneti Marelli, Centro Ricerche Fiat e la Elasis di Bari. Il brevetto fu venduto nel 1994 alla tedesca Bosch con una clausola che proibiva di cedere i diritti del sistema alla Volkswagen. Per questo le prime generazioni di motori diesel della Golf usavano un sistema alternativo, chiamato PDE (nel gergo dei meccanici “iniettore-pompa”) in quanto ogni iniettore aveva una sua propria pompa che portava la pressione della miscela a circa 2000 bar. Un sistema che dall’avvento del Multijet (seconda generazione del common rail) non è più stato competitivo. Il primo diesel VW dotato di common rail è stato il 3.0 TDI, un V6 montato sull’Audi A6 nel 2004.

La prima cross over (o SUV, se preferite)

Nel 1990 la VW presenta questa versione della Golf (II serie) dalla chiara vocazione fuoristradistica. Assetto rialzato, bullbar, trazione integrale e pneumatici più tassellati. È la prima berlina a dimostrare di voler saltare gli steccati che separano l’asfalto dal fango e dallo sterrato. Praticamente la prima SUV di una grande casa costruttrice (della Rayton Fissore abbiamo parlato qui). Non fu un grande successo, venne prodotta per soli due anni in 7.735 unità.

La cabrio

Le versioni cabriolet della Golf non sono sette come quelle della berlina, ma solo quattro. Di volta in volta il loro design è stato allineato al coevo modello mainstream con aggiustamenti estetici e ritocchi di carrozzeria. Le prime due serie sono entrate nel mito, ancora ricercatissime dai collezionisti e in buona percentuale ancora circolanti. La terza è stata una meteora che non ha lasciato tracce. Forse anche a causa della concorrenza interna fatta dalla Beetle cabrio, modello assai iconico dal design molto più raffinato. La quarta è uscita solo in alcuni mercati ricchi (tipo USA e Cina).

La Golf ipervitaminica

Nel 2002 a Wolfsburg decidono di far vedere i muscoli e realizzano la Golf R32, quella con la cilindrata più alta mai realizzata. Motore V6 benzina di 3.2 litri per 237 cavalli e trazione integrale per scaricare nel modo migliore tutti quei puledri selvaggi. Chi ha avuto la fortuna di provarla ancora ricorda l’esperienza con un tuffo al cuore.

L’ultima è anche la minore (di cilindrata)

Per la settima serie della Golf vince il premio Word Car of the Year 2013 e Walter de Silva, suo disegnatore, si consacra definitivamente come uno dei car designer più importanti nella storia dell’automobile. Siamo nell’epoca del downsizing e questa serie monta anche un motore che forse sarebbe stato più adatto alla Polo (o forse alla Lupo): il 3 cilindri benzina da 999 cc, capace di 115 cv grazie al turbocompressore. Tanti cavalli per un motorino che frulla come un colibrì e che molti sospettano (legittimamente) che difficilmente potrà avere lunga vita.

Fonte: Wikipedia.org

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