Nel 2015 – appena 2 anni fa – il CES era il salone di Las Vegas dedicato all’elettronica di consumo. C’erano le ultime novità per quanto riguarda TV, videocamere, impianti hi-fi, smartphone, microprocessori. Le automobili non si erano mai viste.

Oggi, nel 2017, il CES è diventato il salone in cui tutti i costruttori automobilistici del mondo presentano le ultime novità per quello che riguarda il futuro del trasporto privato, tanto da contendere al salone di Detroit (tradizionale appuntamento che apre la stagione dei grandi saloni automobilistici mondiali) l’attenzione dei media e l’affluenza di pubblico.

Questa semplice constatazione racconta bene cosa sta succedendo nel mondo dell’automotive a livello globale. Sempre meno meccanica, sempre più tecnologia digitale; principalmente su due fronti: guida autonoma e quindi (dato che se non si guida qualcosa in macchina tocca farla) infotainment.

Consumer Electronics Show 2017

L’unica vera novità del CES 2017 è infatti la corsa dei brand automobilistici alla joint venture con i giganti della Silicon Valley, per quanto riguarda l’implementazione nel firmware delle auto prossime a venire dei sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) che i big del web stanno già sviluppando da anni.

Cominciare da zero, per i costruttori automobilistici, vorrebbe infatti dire perdere anni e miliardi di euro/dollari nella ricerca, rischiando inoltre di prendere sonore cantonate. Molto più saggio allearsi con gli esperti del settore, anche correndo il rischio che un domani questi – come loro abitudine – cannibalizzino i marchi old economy. Soprattutto considerato che su queste macchine future le uniche parti meccaniche saranno i motori elettrici e le sospensioni. Il motore endotermico andrà infatti in pensione, portandosi dietro anche cambio, differenziali e il 95% degli apparati meccanici delle auto attuali.

Renault-Nissan e BMW hanno avviato una partnership con Microsoft per usufruire del suo sistema di AI chiamato Cortana.

Ford e VW hanno raggiunto un accordo con Amazon per usufruire di Alexa, l’assistente personale digitale sviluppato dall’azienda di Jeff Bezos.

GM, Audi, Honda e Hyundai stringono un accordo con Google per implementare entro il 2020 i software di Montain View sui loro futuri modelli.

Intanto alcuni costruttori giocano la carta dell’indipendenza dalla Silicon Valley, istituendo un consorzio tra industrie automobilistiche e società hi-tech per lo sviluppo di un software di gestione dei sistemi di bordo che abbia caratteristiche open source. Toyota, Mazda, Subaru, Suzuki e i francesi del gruppo PSA sono già a bordo, insieme a Panasonic, Harman e Qnx.

Da un punto di vista strettamente automobilistico da segnalare il debutto ufficiale del concorrente diretto di Tesla Motors, la Faraday. L’azienda cino-americana ha presentato al CES 2017 il suo nuovo modello di supersportiva full elettric da oltre mille cavalli di potenza e le features tecnologiche della prima auto pronta ad essere commercializzata, la FF-91, che però proprio durante la presentazione al pubblico fallisce miseramente nell’esecuzione di una semplice manovra di parcheggio automatico.

Un grande classico da salone tecnologico, insomma, come la storia di Microsoft e Apple insegna.

Fonte: Tomshw.it

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