Viviamo nell’epoca delle archistar, della corsa al palazzo più alto, più originale, più innovativo del pianeta, e questo porta inevitabilmente in direzioni diciamo un po’ estreme. Le opere architettoniche che vi andiamo a mostrare non sono quelle che hanno diviso critica e pubblico; sono quelle che hanno offeso lo sguardo di tutti, senza eccezioni. Eppure, incredibilmente, qualcuno le ha disegnate, qualcuno le ha pagate e qualcuno le ha costruite.

(In fondo all’articolo la gallery con le immagini)

Aoyama technical college, Shibuya, Japan. Lo studio di architettura Makoto ha dichiarato che il concetto di questo edificio è il caos e la ricerca della via giapponese alla sua soluzione. La prima parte è venuta bene. Sulla seconda bisogna lavorare.

Frank Gehry’s Sydney Business School. Magari l’idea di creare un edificio che sembrasse un sacchetto di carta appallottolata poteva anche essere buona. Alle quattro del mattino, dopo una notte di bevute memorabili. Ma poi Frank Gehry avrebbe dovuto prendersi un caffè doppio e capire da solo che non si poteva fare, che doveva spremersi le meningi un po’ di più. E pensare che per realizzarlo sono stati usati 320.000 mattoni progettati su misura.

The elephant building, Bangkok, Thailand. Ok, l’elefante è l’animale simbolo della Thailandia. Ok, il governo non vedeva l’ora di ammodernare lo skyline di Bangkok. Ok, volevano essere molto moderni e originali. Ma questo edificio a 32 piani di appartamenti, uffici e scuole provoca un’immediata sensazione di lentezza alla bocca dello stomaco e la chiara sensazione che molti milioni di dollari siano stati spesi per creare un autentico monumento alla bruttezza architettonica.

Selfridges Department Store, Birmingham, England. Difficile spiegare l’angoscia che genera negli acquirenti questo diciamo originale centro commerciale. Forse era proprio una riflessione sull’opprimente cultura del consumo a tutti i costi che attanaglia gran parte dell’umanità contemporanea. Forse.

Scottish Parliament Building, Edinburgh, Scotland. Opera di architettura geniale, perfetta per rappresentare iconicamente tutto il male che una classe politica può fare al suo popolo. Un incubo che si applica al presente ma anche al futuro, visto che dal 2004 gli scozzesi hanno speso più di 16 milioni di euro per la manutenzione della facciata di questo palazzo.

Ryugyong Hotel, Pyongyang, North Korea. Una specie di montagna di cemento grezzo alta 317 metri, che sorge nella periferia della capitale del regno di Kim Jong-un monopolizzando il suo skyline. Difficile spiegare perché la sua presenza sia così minacciosa e inquietante. Anche la recente ripresa dei lavori, che ha rivestito l’intera struttura con pannelli di vetro a specchio, non ha attenuato l’effetto che questo edificio suscita nell’animo degli esseri umani vedenti.

ArcelorMittal Orbit Tower, London. Ci si sono messi in due per realizzare quest’opera. Il famoso artista Anish Kapoor e l’ingegnere Cecil Balmond. Il risultato è una torre di 115 metri che doveva rendere omaggio alla città in occasione delle Olimpiadi del 2012. Per molti invece è un omaggio a un deposito di rottami metallici, che forse sorgeva sull’area prima che fosse riqualificata.

Fonti: Weburbanist.com

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