Il Packaging Design, ovvero l’arte del creare imballaggi e confezioni per i prodotti presenti sul mercato, è un’attività che abbraccia una molteplicità di competenze. Dalla parte grafico-pubblicitaria alla parte tecnica vera e propria di progettazione, passando per la garanzia che il prodotto contenuto nell’imballaggio venga conservato nella maniera più corretta, il packaging design è un settore del design che richiede uno studio approfondito e specializzato, che solo un ottimo corso come lo short master di Italian Design Institute può garantire.

La storia del Packaging Design.

La storia del packaging design inizia con il bisogno dell’uomo di conservare il cibo. Già dalla preistoria arrivano tracce di primi esempi di contenitori, come zucche, conchiglie, tronchi e viscere di animali, mentre nel 2000 a. C. pare si utilizzassero pozzi riempiti di ghiaccio per conservare le carni. Giare in terracotta, bisacce e anfore per l’olio e il vino, urne e ampolle e per unguenti, ceste di paglia per la frutta, sono altre forme, rudimentali ma efficaci, di contenitori del passato. Intorno al 100 a.C. in Cina fu inventata la carta e cinquecento anni dopo le pentole cominciano ad essere realizzate in metallo.   Sempre nel 1400 d. C., alla metà del secolo viene inventata la stampa a caratteri mobili. E da qui parte la vera rivoluzione industriale per la nascita delle etichette realizzate in stampa su carta. Bisognerà attendere però il 1800 per dare il via al packaging nel senso che intendiamo oggi. Viene infatti costruita la prima macchina per la produzione industriale del vetro e vengono realizzati il primo materiale plastico artificiale e il primo cartone ondulato. La meccanizzazione su larga scala, che consente la produzione di quantità sempre più elevate di singoli articoli, presto prende il posto dei lavori manuali. Nel 1869 viene prodotta la cellulosa, l’alluminio nel 1885 e nel 1902 viene realizzata la prima macchina per la produzione di bottiglie in vetro. Nel 1915 vengono prodotti i fogli di alluminio per tubetti e la carta stagnola, tutti materiali che hanno rivoluzionato e segnato il packaging design degli anni successivi fino ai giorni d’oggi. L’obiettivo non è più solo conservare i prodotti, proteggerli e permettere che non si deteriorino nel breve tempo, ma è anche differenziare i prodotti stessi in un mercato in cui vige la competizione, oltre a rispondere alle esigenze di una clientela che ha sempre meno tempo da dedicare alla casa e alla famiglia. Il 18 giugno 1889, infatti, Charles Stilwell perfeziona una macchina inventata da Margaret Knight, per produrre sacchetti di carta con il fondo piatto, dotati di lati pieghettati per risparmiare tempo nel piegarli e spazio nelle fasi di stoccaggio. Presto, le confezioni e gli imballaggi diventano anche belli da vedere, come veri e propri elementi di collezione. Soprattutto negli anni Trenta, negli Stati Uniti, inizia a delinearsi il “consumo di massa” e la confezione assume il significato di un oggetto progettato per vendere meglio un prodotto, senza altri fini. Tra le tante “invenzioni” nel packaging di questi anni abbiamo:
  • Nel 1924 le bottiglie con tappo a vite
  • Nel 1928 il primo sistema industriale di congelamento
  • Nel 1930 i surgelati
E ancora: il polistirolo, il pvc e la prima bomboletta spray. In Italia, il “mercato” rimane in forma embrionale, anche se nasce il rivoluzionario tetrapak, composto da tre strati sovrapposti a caldo di carta, polietilene e alluminio, utile per la conservazione di prodotti deperibili come il latte.

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