La storia del Design europeo passa inevitabilmente da quello francese. Nel volume “Il Design – storia e controstoria” di Andrea Branzi edito da Giunti, utilizzato nei master di Italian Design Institute, vi è un prezioso excursus sulle varie epoche e sugli stili, tra cui quello francese.
Con due matrici storiche alle spalle, quella greca e quella neogotica, il design francese della fine del XX secolo era ancora fortemente influenzato da queste due correnti, non avendo mai visto un vero Rinascimento. Altra componente caratterizzante è stata la grande tradizione dell’industria aerospaziale francese, dal TGV al Concorde (vera cattedrale volante), che hanno dato l’identità all’idea di modernità al Paese.

Il design tardoindustriale D’Oltralpe riprende la dirompente visione introdotta dal design radical, colorato, romantico, esasperato, producendo una nuova consapevolezza rispetto ai metodi e agli obiettivi della produzione in generale. Nasce un inedito registro creativo, di pari passo con un rinnovato accesso alla stima del valore degli oggetti.

Philippe Starck, l’enfant terrible del design francese.

Classe 1949, parigino, intelligente e colto autodidatta, libero da conformismi, e dalla controllatissima professionalità, è lui l‘erede della tradizione aerospaziale francese.
Figlio d’arte – suo padre era un affermato designer di aeroplani – Starck imposta i suoi progetti su sezioni aerodinamiche, strutture superleggere e archi a punta, in una costante ricerca di una nuova qualità della vita attraverso la sperimentazione di tecnologie che gli permettono nuovi respiri e nuove possibilità espressive.

The Iconic Alessi Juicer by Philippe Starck from Patryk Kizny on Vimeo.

La tensione all’abbandono del lavoro estetico lascia il posto ad un’urgenza di tipo politico-sociale e all’utilizzo di materiali performanti.
Nello stesso tempo, gli schemi di una tradizionale visione dell’oggetto vengono rotti, sovvertiti, per dare sfogo ad una creatività ironica, quasi istintiva, in cui si mescolano sapientemente fantasia e intelligenza, ingenuità e strategia. Lo spremiagrumi Juicy Salif di Alessi, progettato da Starck nel 1988, è diventato un’icona degli anni Novanta, uno strumento di trasgressione rispetto agli stereotipi convenzionali.

Oggi Philippe Starck è considerato il numero uno dei designer europei, in grado di racchiudere in sè una moltitudine di attitudini e competenze, dalla progettazione dell’oggetto al packaging, fino ad arrivare alla comunicazione e divulgazione del brand.

Philippe Starck_Brand Trailer from a reum on Vimeo.

A rappresentare fortemente il design della Francia sono anche Ronan e Erwan Bouroullec, eredi di una tradizione preilluminista che riecheggia Molière. I loro progetti, come la casa fluttuante per artisti, la libreria Cloud e il contenitore Butterfly, disegnati per Cappellini, sono lo specchio di una Francia più provinciale e meno fanatica, più modesta e gentile, aprono gli ambienti ad una inattesa dimensione estetica, in cui l’oggetto acquisisce, quasi inaspettatamente, una capacità ermeneutica.
Tra le loro opere più conosciute, “Alghe”, l’elemento di arredo plastico esposto al New York Museum of Modern Art. Si tratta di un oggetto di design di nuova generazione, che consente all’utente una libera interpretazione, a seconda delle sue esigenze e della sua sensibilità.

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