Si intitola “La grammatica dei colori”, il nuovo libro di Marina Nelli, docente presso Italian Design Institute (IDI) al Master dedicato al textile design. Un volume che esplora il mondo del colore da una prospettiva profonda e multi sfaccettata, proponendosi come qualcosa di molto più di un semplice manuale, un vero viaggio avvincente attraverso le infinite sfumature cromatiche che permeano la nostra vita quotidiana. Marina Nelli ci guida alla scoperta del colore non solo come fenomeno visivo, ma anche come elemento strettamente legato alla cultura, all’arte e alla psicologia, al mondo emozionale e personale di ognuno di noi.
Il libro esplora l’importanza del colore nelle arti visive e nella cultura contemporanea, trattando temi iconici come il Rosso Valentino o il Ferrari, ma anche curiosità storiche, come l’uso del rosso negli antichi testi egizi per segnalare eventi fausti. La grammatica del colore si rivolge a un pubblico ampio: dai curiosi e appassionati di arte e design, ai professionisti della creatività come grafici e art director, offrendo un’analisi completa e affascinante dell’impatto del colore nel nostro quotidiano.
Il volume è ricco di splendide illustrazioni e racconti visivi, e unisce l’intrattenimento di una lettura stimolante con la praticità di un manuale tecnico. Grazie alla sua vasta esperienza nel campo del textile design e del colore, Nelli riesce a creare un’opera che non solo ispira, ma offre anche strumenti concreti per chi lavora con le immagini e le tonalità, rendendolo una risorsa indispensabile per i professionisti del settore.
Marina Nelli, con questa pubblicazione, consolida la sua posizione come una delle voci più autorevoli nel campo del colore, offrendo una prospettiva unica che combina arte, storia e design con un approccio altamente pratico e formativo.
Nel breve video che segue, l’autrice ci racconta più nel dettaglio il senso di un volume che, come racconta il suo stesso titolo, vuole essere uno strumento per conoscersi e riconoscersi attraverso le infinite cromie della vita.
Come è nata l’idea di scrivere La grammatica del colore? Cosa ti ha ispirata a creare un’opera così completa sul tema?
La grammatica del colore nasce (e si consolida) dalla passione di sempre, l’amore per il colore, in maniera ancora più organizzata e completa. È pensata come argomento per tutti, ma in particolare per i giovani, cercando di provocare in loro amore, interesse ed energia grazie a un argomento così affascinante come appunto il colore è.
Nel libro esplori il colore sotto diversi aspetti: culturali, storici, psicologici e tecnici. Quale di questi ti affascina di più e perché?
Tutti gli aspetti del colore mi sono cari: dal culturale che ne è il compendio, al tecnico che dà al colore concretezza di resa. Ma l’aspetto psicologico è quello che amo di più, nel ricercare con puntiglio e gioia il nostro colore interiore, quello dell’anima.
Ci sono aneddoti o scoperte particolari che ti hanno colpito durante la ricerca per il libro?
Tante sono le curiosità scoperte nella ricerca originaria per questo libro e raccontate. Scoprire curiosità e novità tecniche è affascinante per la voglia di saperne di più e mettere in pratica, ottimizzando. Ma quanto il colore riesce ad influenzare e a modificare perfino le reazioni del nostro corpo, è forse la scoperta più bella.
Come pensi che il colore influenzi il modo in cui viviamo e percepiamo il mondo che ci circonda, soprattutto in ambiti come la moda e il design?
La moda e il design, come peraltro altri settori di vita (e forse ancor di più) sono fortemente influenzati dal colore, che è codice e segno delle varie epoche. Riflette sentimenti, pensieri e modi di comportamento in tutta la loro significante “non innocenza”, rivelandosi, oltre che agli altri, anche a noi stessi.
Hai trattato colori iconici come il Rosso Valentino e il Ferrari. Cosa rende questi colori così potenti a livello culturale?
Alcuni colori, fra i tanti, sono così timbranti da essere definiti iconici, convenzionalmente riconosciuti e divenuti simboli di epoche e di stile, nel loro essere così ricchi di umori e valori. In particolare il rosso, colore del lusso e della sensualità, è motivo ricorrente in Valentino, nelle varie sfumature, ma è anche contrassegno della Ferrari, per il suo significare energia e potenza, codici di vittoria.
Nel settore del textile design, perchè è fondamentale conoscere la psicologia del colore?
Nel settore textile design, il colore assume particolare importanza. Nelle diverse varianti (combinazioni di colori differenti del medesimo oggetto) asseconda i gusti del mercato (colore trend) e dei diversi clienti, nelle preferenze individuali e collettive, di settore e generali. Un colore azzeccato come l’attribuzione
a una forma e a una grafia, colto nel momento giusto e tradotto con la giusta tecnica e rispondenza, trasforma in bello ciò che è magari appena sufficiente. Viceversa un colore improprio rischia di alterare una percezione e pregiudicare una scelta.
Quali sono le competenze più importanti che cerchi di trasmettere ai tuoi studenti riguardo all’uso del colore nel design tessile?
Le competenze richieste agli studenti riguardo all’uso del colore nel design tessile, non sono nozionistiche e nemmeno esclusivamente tecniche, salvo le necessarie conoscenze basiche. Si richiede curiosità, volontà e passione, approcci culturali continui e differenziati, sensibilità percettiva coltivata e allargata a 360°, con voglie di stupirsi sempre.
Quali tendenze sul colore vedi emergere oggi nel mondo del textile design e della moda?
La tendenza nel mondo del design e ancor di più nella moda, sono variegate, alternative, spesso anche contrastanti, a cavallo tra il passato (le epoche) e il futuro (Intelligenza Artificiale), tra la tradizione e la tecnologia sempre più avanzata. Oggi si parla di colori morbidi, naturali, pastelli intensi, agganciati da neutri connotanti, un “quiet luxury” in cui non mancano però tocchi, accenti, a mo’ di lansè, di colori vividi, opposti, sorprendenti.
C’è un consiglio particolare che dai ai tuoi studenti su come approcciare il colore nei loro progetti creativi?
Un consiglio di base per approcciare il colore nei progetti creativi è innanzitutto culturale: leggere, leggere, leggere…, vedere film, ascoltare musica, frequentare musei, viaggiare, anche se solo di fantasia, non stancarsi mai di conoscere e indagare. Poi “affondare” le mani nel colore, non solo in senso metaforico, e lasciarsi pervadere. Il colore ci trasmette energia e ci guida ad esplorazioni multiple e differenziate.
Se dovessi consigliare La grammatica del colore a un lettore appassionato, cosa gli diresti per convincerlo a leggere il tuo libro?
La grammatica del colore permette anche letture frammentate, per poi trovare il perché del tutto in un compendio che nasce quasi involontariamente. Un consiglio semplice e “laterale” (il pensiero laterale è un continuo riferimento), è cominciare a leggere, dopo la breve parte introduttiva che dà informazioni di
base e glossari-guida, il proprio colore preferito, scelto tra le varie gamme; ricordiamo non tanto e non solo nell’abbigliamento, ma come espressione cromatica più amata del proprio “sostenibile” mondo intorno si va poi quasi subito ad affrontare quel colore meno amato o che ci sembra tale, nell’eterno gioco di luci ed ombre ove il colore, da vero regista, guida e motiva. E poi via via lasciare che parole e colori ci emozionino e ci guidino, senza risparmiarsi, sia nei ricordi che nei sogni.

