Che dire? Ho intrapreso questi studi di interior design mossa da un interesse personale, a partire da attività molto amatoriali ma con un forte senso estetico di base: mi è sempre piaciuto abbinare, coordinare, ricollocare gli arredi in casa. Dove è possibile, a meno che non siano fissi, continuo a farlo perché non si è mai gli stessi. Inizialmente avevo molti dubbi, mi chiedevo, non sono architetto. Mi sono ricreduta, non perché sono diventata architetto. Ho realizzato che all'atto pratico basti capire come organizzare al meglio gli spazi. Il mio percorso non è stato semplice, avevo molta confusione in testa, quella anche per altri motivi personali che mi portavano ad agire a casaccio e inseguendo "il bello". Ho imparato qui ad essere molto più organizzata, che il bello non è tutto, che viene prima la funzione e per questo ringrazio il prof. M. Amadio per il suo "less is more" che sempre ci ripeteva, frase di Ludwig Mies van der Rohe. Ma ogni docente ha messo il suo tassello nel puzzle che io sto continuando a costruire. Ringrazio anche Claudia, la tutor che ci ha seguiti nella fase d'aula e la dott. De Giglio che mi ha seguita durante la fase di tirocinio e ancora adesso nella fase successiva. Sono molto lieta di averla conosciuta.