La luce è l’origine di tutto, nel mondo naturale come nell’illuminazione architetturale: dal momento in cui colpisce la superficie delle cose ne delinea i profili e producendo le ombre rende possibile coglierne la profondità.

La luce è considerata essa stessa come essenza generatrice dello spazio: lo sviluppo di sistemi di luce intelligenti ed empatici al servizio dell’uomo nasce dall’esigenza di coniugare le necessità della vita umana con la possibilità d’interazione con lo spazio che ci circonda.
Il miglior modo di apprezzare le fonti di illuminazione è proprio quello di vederle all’interno di realizzazioni concrete di illuminazione architetturale: è proprio in quest’ambito che la consulenza del lighting designer, ovvero chi studia e disegna il progetto d’illuminazione, arricchisce di significati più profondi quella che a un promo sguardo potrebbe apparire come una mera scelta di prodotti o elementi d’arredo.

Lo studio della luce ha oramai assunto un’importanza imprescindibile per un buon progetto architettonico o espositivo: succede nella moda, dove per l’illuminazione delle passerelle durante le sfilate sono chiamati sempre più spesso lighting designers di fama internazionale, e così avviene anche nel campo dell’architettura, dove materiali, forme e oggetti assumono un ruolo diverso nel complesso del progetto di interior design, a seconda della luce da cui vengono colpiti. Gli architetti e i progettisti sono quindi più attenti al tipo di sorgente luminosa e alla qualità della luce emanata, poiché quest’ultima può determinare importanti scelte d’arredo, come quelle relative alle finiture e alla disposizione degli elementi nello spazio.

Il lighting design si occupa della progettazione di sistemi di luce artificiali o misti (naturali e artificiali) per fini domestici, urbanistici, teatrali, cinematografici, televisivi, o più in generale artistici: si tratta del settore del design industriale in più rapida evoluzione al momento, vista la grande varietà di soluzioni luminose che nascono di pari passo con l’evoluzione tecnologica.
L’attenzione nello studio e nell’utilizzo della luce nasce soprattutto negli ambiti industriali e lavorativi, a seguito dei primi studi di ergonomia ed ergotecnica sul posto di lavoro; oggi però comprende anche studi sull’illuminazione urbana, particolarmente utili ai fini della sicurezza stradale e sociale e del contenimento dei consumi elettrici; oltre a studi sull’uso della luce nel mondo dello spettacolo, così come l’impiego in occasione di performance, eventi, spettacoli e allestimenti museali o fieristici.

Soprattutto per quanto riguarda il design d’interni, la realizzazione di progetti per spazi abitativi deve mirare alla creazione di ambienti accoglienti e caratterizzati da un livello di benessere che influenzi positivamente la vita dell’uomo. Un buon progetto di arredamento non può prescindere da un altrettanto valido progetto d’illuminazione architetturale, che sia funzionale, confortevole e performante. Lo spazio della casa si presta infatti a infinite sperimentazioni in campo illuminotecnico, arricchendo gli spazi abitativi di soluzioni ed elementi di design che contribuiscono a conferire carattere e unicità al luogo in cui viviamo.

casa namibia idi

Per un’illuminazione diffusa, ma discreta, tra le sorgenti più usate e consigliate ci sono elementi essenziali e poco invasivi come i profili e gli invisibili: l’assenza di una forma ben precisa intorno al corpo illuminante permette di disegnare fasci di luce sulle pareti o sui soffitti, componendo griglie e tracciati. Un modo diverso e originale di intendere l’illuminazione negli spazi interni.
Gli elementi architetturali illuminanti possono inoltre ricoprire il ruolo di vero e proprio dettaglio d’utilità: ecco così un elegante segmento luminoso che diventa un corrimano guidando gli spostamenti lungo scale e corridoi; o mensole e profili strutturali che nascondono l’impiantistica e la componentistica LED.

Il progetto di illuminazione architetturale di Casa Namibia a Torino

Casa Namibia sulla collina torinese è un perfetto esempio di come la luce possa integrarsi con lo spazio abitativo, andando a caratterizzarlo e arricchirlo di particolari, sottolineando le forme e i profili degli arredi: dettagli di luce puntuali che evidenziano le tonalità calde dei legni e quelle fredde del cemento. Gli oggetti di origine da collezione di origine africana risultano valorizzati e ben contestualizzati, contribuendo a creare un ambiente accogliente e ad alta efficienza energetica.
Il progetto illuminotecnico per Casa Namibia è stato realizzato nel 2010 dallo studio LUCE’ Design & Retail, dell’Architetto Giusy Gallina di Torino, una realtà giovane e dinamica che utilizza la luce per migliorare l’esperienza visiva di un ambiente; i loro progetti sono di ampio respiro in termini di tipologia e dimensioni e comprendono l’architettura, l’identità notturna e la progettazione di prodotti custom.
Lo studio LUCE’ progetta e fornisce sistemi di illuminazione creativa da oltre 15 anni.

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