IDI al Bright Festival: un’opportunità tra innovazione e tecnologia

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 Il Bright Festival incarna una nuova concezione di Festival incentrata sull’innovazione e sull’uso delle tecnologie al servizio della cultura.

Per questo Italian Design Institute ha deciso di prendere parte all’evento che riunisce appassionati, studenti e professionisti anche se solo digitalmente.

L’ultima edizione ha riunito appassionati da tutto il Paese in un nuovo contesto dedicato alla creatività digitale e alle sue applicazioni in ambito professionale e artistico.

In particolare, uno dei nostri docenti del Corso in Lighting Design, Silvio De Ponte Conti, è stato il protagonista della lecture sul ruolo e il valore emozionale della luce all’interno dello spazio architettonico.

L’architetto e scenografo, che ha lavorato per importanti compagnie e registi, evidenzia in un’analisi puntuale le peculiarità e le innovazioni legate al Lighting Design, in una lezione ricca di contenuti e di nuovi spunti professionali per gli addetti ai lavori.

Bright Festival
Credits: Bright Festival

Cos’è il Bright Festival?

Il Bright Festival nasce come manifestazione culturale fiorentina che ha risonanza a livello nazionale ed internazionale.  Temi centrali della rassegna, che negli anni si va sempre più affermando come punto di riferimento per la realtà culturale e digitale, sono la tecnologia, l’arte in tutte le sue forme, la musica e il digital, appunto.

La manifestazione ha talmente catalizzato l’attenzione su di sé, da aver spinto gli organizzatori Claudio Caciolli, Teresa Balestrieri, Gianpaolo Dei e Luciano Dagostini a pensare, non solo ad attività di intrattenimento, ma anche a quelle di formazione attraverso workshops, lectures, demo e talks.

Le numerosissime collaborazioni con università, aziende, studi di design e artisti di fama internazionale, coinvolgono ogni anno un numero crescente di partecipanti interessati a scoprire i possibili scenari artistici, musicali e del lighting design.

Importantissima è anche la collaborazione con Ministero degli Esteri per la promozione dell’arte digitale italiana nel mondo e il progetto di respiro internazionale “Bright Festival Connect” che coinvolge Germania e Russia.

L’animo del Bright Festival si riflette su tre progetti paralleli, ognuno con una propria identità: BRIGHT _EDU, BRIGHT _ART e BRIGHT _MUSIC.

Vediamoli insieme:

1. BRIGHT _EDU

Dedicato alla formazione, ai nuovi trend nel campo del visual design, della musica, dell’arte, dei new media e delle tecnologie per l’intrattenimento, il Bright Edu organizza workshops, lectures, demo e talks tenuti da docenti e professionisti italiani ed internazionali.

2. BRIGHT _ART

Si occupa della promozione della creatività digitale attraverso l’utilizzo di installazioni, experience, A/V performance e spettacoli multimediali. Ogni opera/attività è realizzata scegliendo con cura studi e professionisti dei settori visual, lighting & interaction design.

3. BRIGHT _MUSIC

È la sezione dedicata alla musica, in particolare a quella elettronica. Organizzando perfomance, live shows e dj set, il Bright Music offre la possibilità ai protagonisti della scena musicale di esibirsi affiancati dai nuovi professionisti del mondo dello spettacolo come: progettisti 3D, scenografi, stage, floor & lighting designers.

L’edizione Online del Bright Festival 

Il mondo dell’arte e della cultura è stato particolarmente colpito dagli eventi causati dalla pandemia. Allo stop forzato del settore, il Bright Festival ha deciso di reagire organizzando la prima edizione online, svoltasi sulla piattaforma Bright Edu, dedicata alle professioni del futuro.

Tre giorni di lectures, webinars, talks e incontri in cui sono stati coinvolti i rappresentanti delle realtà creative digitali. Tra questi, l’intervento del nostro docente del Corso in Lighting Design, Silvio De Ponte Conti, che ha tenuto una lecture sulla “Luce come materia dello spazio effimero”.

Silvio De Ponte Conti

Fondatore di De Ponte Studio Architects, Silvio De Ponte Conti si laurea in Architettura all’Università di Firenze. La sua prima passione è il teatro e, infatti lavorerà come scenografo collaborando con prestigiose compagnie internazionali e nomi altisonanti come Giorgio Strehler e Bob Wilson. È qui che avviene il suo incontro folgorante con la Luce, utilizzata poi anche come protagonista dei suoi progetti di architettura d’interni. La sua esperienza gli permette di dare vita a contaminazioni inattese tra generi e linguaggi, di sperimentare con sapienza e innovazione. Fondamentale è il rapporto tra Luce e Materia che aiuta a delineare le nuove caratteristiche di uno spazio, che sia esso abitativo o pubblico come quello di un palcoscenico.

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