Un regalo per i suoi 80 anni. Giorgetto Giugiaro, il car designer famoso in tutto il mondo, dopo anni dedicati agli altri, agli amanti delle quattro ruote, ha deciso di progettare una vettura in occasione del suo compleanno, il prossimo 6 agosto. Così, durante il Salone di Ginevra, Giugiaro ha modo di presentare al pubblico l’ultima creazione, la “Sibylla”. Un’auto elettrica, una scelta ecologica, così come l’ha definita l’imprenditore italiano, il miglior modo per restare sempre al passo con i tempi che corrono al volante.

Ergonomia assoluta della Sibylla.

Sibylla è sia una showcar che una berlina a quattro porte ma sportiva. Perché in un periodo in cui spopolano Suv e Crossover, Giugiaro ha sentito il bisogno di concepire un’ammiraglia, traendo ispirazione da un’altra supercar che aveva ideato negli anni ’90: la Nazca, altro concept presentato al Salone di Ginevra. Sibylla, invece, vuole essere un omaggio a Maria Sibilla, la madre di Giorgetto, ma è anche un riferimento alla mitologia ellenica. Le Sibille, infatti, avevano virtù profetiche, erano in grado di prevedere il futuro. Ed è proprio questo il messaggio del designer, quello di riuscire, attraverso la creazione di un prototipo, a interpretare i sogni degli amanti delle quattro ruote.

Sybilla prende vita per merito della società GFG Style, nata nel 2015 a Moncalieri con il figlio Fabrizio Giugiaro. L’azienda è specializzata in prototipi e produzione di concept car di ricerca. Sì, perché anche per la creazione dell’ultima auto, l’attenzione è stata concentrata molto sull’ergonomia della vettura stessa, più che sulla semplice estetica, che comunque resta innovativa. Pochi concetti, che traggono ispirazione dalle vetture degli anni ’60 e ’70, racchiusi in oltre cinque metri di auto in lunghezza e un metro e mezzo in altezza. I quattro passeggeri previsti, la cui comodità è sempre stata “una fissa” per Giugiaro, possono essere accolti molto comodamente su altrettanti sedili individuali.

Sportelli ad ali di gabbiano.

La novità estetica del prototipo elettrico è data dall’unica cupola di vetro che mette insieme parabrezza, cristalli laterali e la parte anteriore del tetto. Un’idea che permette quindi il massimo comfort, anche per i passeggeri, i quali non sono più costretti ad abbassare la testa per entrare nell’abitacolo perché la parte superiore si apre ad “ala di gabbiano”. Il prototipo di Ginevra è elettrico, ma sarà realizzata con ogni probabilità una seconda versione (che Giugiaro ha pensato per sé), con motore termico.

Per dare forma a Sibylla, la GFG ha dovuto “cedere” all’aiuto di un partner cinese (la Envision Energy, leader nel settore dello stoccaggio dell’energia) ma, a quanto pare, questo è stato un vantaggio. Lo stesso designer italiano spiega infatti in un’intervista comparsa su La Repubblica che i cinesi “scelgono il progetto in base alle preferenze ma poi mi consultano per chiedere opinioni; così riesco a condizionare la scelta finale. Il design, infatti, non è democratico”.

La vera scommessa è riuscire a concepire una vettura all’avanguardia, progettandola alla vecchia maniera, ossia a matita. Giugiaro ha detto di aver terminato la bozza in una settimana. Ed è anche qui la differenza con lo schizzo digitale. “Io concepisco una vettura con pochi disegni – conclude – Gli altri producono cento disegni per una sola macchina”.

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Immagine di copertina da motorionline.

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