Bodyscape: quando la sartoria diventa somatica. Il workshop di Carlo Galli per IDI

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Il designer e art director Carlo Galli, tra le voci più autorevoli nella lingerie e nello sportswear sostenibile, porta una prospettiva radicale sul rapporto tra corpo, forma e progettazione consapevole. Con oltre vent’anni di esperienza tra ergonomia, materiali responsabili e rappresentazione del corpo femminile, Galli è protagonista di Bodyscape, un workshop che reinterpreta la sartoria come esperienza immersiva, somatica e partecipativa, all’interno del programma Dressing the Future 2025.

Il corpo come paesaggio, il capo intimo come architettura identitaria

Bodyscape è pensato per chi desidera indagare il rapporto tra identità e forma attraverso la progettazione sartoriale consapevole. La realizzazione di un reggiseno su misura diventa così un atto di design, di osservazione e di ascolto del corpo.
Guidati da Carlo Galli, i partecipanti esploreranno un approccio tridimensionale alla modellazione, a partire dalla lettura del corpo: i suoi punti di forza, le tensioni elastiche, le aree che richiedono sostegno. Il processo mette al centro la relazione tra gesto progettuale e percezione corporea, trasformando la costruzione di un capo intimo in un esercizio di ergonomia e benessere.

Particolare attenzione è dedicata all’uso di tessuti deadstock e lavorazioni a km0, una scelta che permette di ridurre gli sprechi e di portare sostenibilità in una filiera — quella della lingerie — complessa da riciclare. In questa dimensione, Bodyscape diventa un laboratorio di eco-progettazione: ogni capo prende forma come espressione personale, strumento di empowerment e manifesto di un design etico.

L’esperienza culminerà in un’opera collettiva esposta nello spazio dell’artista, restituita al pubblico come testimonianza di co-creazione e design rigenerativo.

Chi è Carlo Galli

Designer e art director italiano con una solida formazione nella moda sostenibile, Carlo Galli ha fondato il brand INDIVIDUALS Lingerie-Bikini a Milano e ha guidato la direzione creativa di un progetto speciale per Arena Spa (2022–2024), occupandosi di concept, modellistica, ricerca tessile e sviluppo prodotto.
La sua estetica nasce dall’incontro tra ergonomia, sostenibilità e una profonda attenzione alla rappresentazione del corpo femminile. Ha insegnato presso IED Milano e AFOL Moda, trasmettendo competenze in modellazione sartoriale, pattern-making e ricerca dei materiali, con un approccio etico e responsabile.

La sua carriera è iniziata in Mantero Spa, dove ha collaborato con maison come Gianfranco Ferré e Diane von Furstenberg. Negli anni ha sviluppato una ricerca personale che unisce arte, moda e autocoscienza, trasformando il corpo in un territorio da esplorare e da raccontare. Oggi la sua pratica mette al centro empowerment, somatica e sostenibilità come elementi imprescindibili del design contemporaneo.

Il corpo come paesaggio

L’origine di Bodyscape affonda nella relazione tra Galli e il movimento. «È stata la danza a insegnarmi a leggere il corpo», racconta. Prima attraverso la tavola anatomica, per individuarne muscoli e proporzioni; poi attraverso il movimento, osservando «le forze elastiche che attraversano i tendini come linee di tensione».
Da qui nasce l’idea di creare forme che assecondino queste dinamiche, abbandonando il concetto rigido di taglia a favore di una vestibilità realmente inclusiva.

Per Galli, infatti, la lingerie è un terreno in cui si intrecciano estetica, tecnica e politica. «L’intimo entra in relazione diretta con il corpo e con ciò che comunica: è parte del corredo identitario di una donna», afferma. E “leggere il corpo” significa riconoscere la storia, la materia e l’esperienza di ciascuno, integrando questa complessità nel design del prodotto.

Dal prodotto al concetto: una nuova grammatica del design

Uno dei punti centrali della sua visione riguarda la trasformazione dei criteri di progettazione. Galli sintetizza così il suo approccio:

«Non è il corpo che deve entrare nella taglia, ma il capo che risponde alle manifestazioni del corpo.»

Un cambio di paradigma che spinge a superare le logiche numeriche, proponendo invece un metodo basato sulle proporzioni e sulle relazioni tra diversi parametri. Un passo avanti concreto verso una moda più inclusiva, capace di liberare i corpi dalle rigidità del sistema taglia.

La sostenibilità diventa parte integrante di questo percorso. Per Galli, consapevolezza materiale e consapevolezza di sé sono dimensioni intrecciate:

«Il nostro corpo è la somma della sua storia e brilla di luce propria. Un buon capo intimo può illuminarlo e accendere l’autostima.»

Tra rigore tecnico e libertà intuitiva

La formazione di Carlo Galli oscilla costantemente tra ricerca tecnica e immaginazione creativa. Dopo anni presso Mantero Spa — dove ha lavorato per maison come Gianfranco Ferré e Diane von Furstenberg — e numerose esperienze nella direzione creativa, ha sviluppato un approccio che combina pattern making, sperimentazione tessile e riflessione poetica sul corpo.

«Man mano che cresciamo, tendiamo a dividere i significati per comprenderli», spiega. «Ma la creatività nasce nella capacità di creare corrispondenze nuove, di guardare come farebbe un bambino.»
È in questa intersezione tra conoscenza e intuizione che prende forma la sua estetica, dove ergonomia, gesto e movimento diventano strumenti per immaginare nuovi modi di vestire — e percepire — il corpo.

Sguardo al futuro: abiti che dialogano con il movimento

Tra i progetti in corso, Galli sta sviluppando capi che interagiscono con la muscolatura attraverso tensioni elastiche capaci di favorire l’equilibrio e il benessere. «Sono abiti che nascono dal movimento e che fanno bene soprattutto a chi non ne fa», racconta. Per farlo, ha scelto di sperimentare in prima persona attraverso la danza, costruendo un ponte tra somatica e sportswear.

«Pensiamo che l’intelligenza artificiale abbia poteri infiniti solo perché non abbiamo risvegliato i nostri.»

Una visione che unisce corpo, tecnologia e autocoscienza, invitando a riscoprire le potenzialità della progettazione come processo umano, sensibile e percettivo.

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