Dressing the Future, oltre ad essere il progetto culturale e formativo ideato da Italian Design Institute con il patrocinio della Città di Milano, è anche uno spazio di confronto interdisciplinare dedicato alle trasformazioni della moda contemporanea. All’interno di questo percorso, il talk di Aurora Magni rappresenta un momento chiave: un invito a riflettere sul futuro del settore attraverso lo scambio tra attori provenienti da istituzioni, accademia, imprese, creatività e innovazione tecnologica.
L’incontro, ospitato negli spazi di Cascina Cuccagna, è pensato come una piattaforma che favorisce la costruzione di una visione condivisa e realistica delle traiettorie evolutive del Made in Italy. Magni, da sempre impegnata nel connettere mondi diversi, porta sul palco la sua capacità di mediazione e di lettura critica dei sistemi complessi.
Un dialogo che supera i confini disciplinari
Secondo Magni, la sostenibilità è entrata stabilmente nell’agenda politica, industriale e culturale solo negli ultimi anni, accelerata dal Green Deal europeo. Una trasformazione che sta ridefinendo le priorità del sistema moda e che richiede collaborazione, rigore e capacità di ascolto.
La studiosa sottolinea come il cambiamento non sia lineare: «Unire business e responsabilità sociale, misurare le emissioni, invitare il consumatore a far durare gli oggetti invece di comprarne di nuovi… non è né facile né banale». Da qui la necessità di un dialogo aperto con centri di ricerca, ONG, università e stakeholder capaci di guardare oltre l’immediato. L’efficacia del confronto, per Magni, si gioca soprattutto sulla capacità di affrontare i problemi senza pregiudizi ideologici, mantenendo però uno sguardo prospettico.
Formazione, cultura e visione: gli ingredienti del cambiamento
Una parte importante del talk è dedicata al ruolo della formazione interdisciplinare. Per Magni, preparare i professionisti del futuro significa unire competenze tecniche, consapevolezza culturale e sensibilità personale.
Ripercorrendo la propria esperienza, riconosce quanto la visione ecologica sia alimentata tanto da conoscenze scientifiche quanto da narrazioni capaci di toccare la sfera emotiva: dal Club di Roma ai racconti di fantascienza che immaginavano comunità costrette a far durare gli oggetti il più possibile. «È importante – afferma – che la formazione offra agli studenti non solo tecniche e metodologie, ma anche la profondità culturale che permette di sentire quel cambiamento come proprio».
Un approccio che trasforma il talk in un vero e proprio laboratorio di idee, dove si intrecciano competenze diverse e si costruiscono nuove prospettive condivise.
Innovazione tecnologica e responsabilità sociale: oltre le opportunità
Nel suo intervento, Magni affronta anche i rischi e le criticità dell’innovazione applicata al settore moda. Oggi la sostenibilità non è più una scelta opzionale: è una condizione necessaria per restare competitivi, accedere a bandi, ottenere finanziamenti e ridurre i rischi aziendali.
Accanto a macchinari e nuovi processi produttivi, la trasformazione passa per software, sistemi predittivi e – inevitabilmente – per l’intelligenza artificiale. Ma l’innovazione, avverte Magni, non deve trasformarsi in burocrazia: il rischio maggiore è infatti che le imprese adottino un approccio puramente formale, perdendo l’occasione di costruire una cultura industriale realmente condivisa.
La nuova generazione di eco-designer
Quando si parla di competenze per i giovani creativi, Magni è chiara: serve una nuova generazione di eco-designer, capace di conciliare estetica, funzionalità e sostenibilità in modo autentico.
Tra le competenze essenziali:
- capacità di scegliere e valutare materiali sostenibili;
- documentazione trasparente e rigorosa delle scelte progettuali;
- collaborazione attiva con i fornitori per ridurre l’impatto ambientale;
- progettazione del fine vita del prodotto;
- una continua attenzione a ciò che accade nel mondo, per alimentare ricerca, innovazione e creatività.
Un designer, quindi, «un po’ creativo e un po’ ingegnere», con forte attitudine alla ricerca e alla sperimentazione.
Verso un ecosistema moda più inclusivo, sostenibile e responsabile
Attraverso la sua conduzione, Aurora Magni guida una riflessione che intreccia innovazione, creatività e responsabilità sociale. Il talk dimostra come il futuro della moda italiana passi necessariamente dalla capacità di costruire ecosistemi collaborativi, in cui la sostenibilità non sia solo un obiettivo dichiarato, ma una pratica condivisa.
Dressing the Future diventa così un appuntamento fondamentale per alimentare questo dialogo, favorire contaminazioni e immaginare, insieme, nuovi scenari per la moda e la cultura del progetto.


